Vitamina D nostra alleata!

La vitamina D mantiene la densità minerale delle ossa in condizioni normali, rinforza il sistema immunitario e ha dimostrato di esercitare anche un’effettiva protezione anticancro. 

Vivere anti-cancro – Dal 1980 in poi diversi studi hanno evidenziato come una carenza di vitamina D non solo favorisca lo sviluppo di alcune patologie di cancro ma anche possa comportare un rischio doppio di recidiva: citando vari studi effettuati negli ultimi anni, il dr. Richard Beliveau, fra le massime autorità mondiali sul cancro, afferma che la carenza di vitamina D è associata all’aumento del rischio di sviluppare alcune forme tumorali e la “normalizzazione dei suoi valori nel sangue potrebbe rappresentare un sistema di difesa poco costoso e sicuro per ridurre l’incidenza del cancro nella popolazione e migliorare le probabilità di sopravvivenza di coloro che ne vengono colpiti (…) il valore considerato ottimale è di 75 nmol/L, si stima che il semplice fatto di aumentare la concentrazione di vitamina D di 25 nmol/L potrebbe ridurre l’incidenza del tumore del 17%, percentuale che potrebbe addirittura arrivare al 45% per l’apparato digerente” (Vivere anti cancro, Sperling&Kupfer).

Si suggerisce un apporto quotidiano negli adulti di almeno 2000-3000 UI al giorno della vitamina D sotto forma di colecalciferolo (vitamina D3) e non di ergocalciferolo (D2) che è una forma più instabile e viene metabolizzata in modo meno efficace rispetto alla D3. L’integrazione quotidiana con 1000 UI al giorno va data anche ai bambini. Si tratta di conferme scientifiche che arrivano anche dal massimo esperto di vitamina D, il prof. Michael F. Holick, del Boston University Medical Center.

Il luminare esperto della vitamina D conferma che la vitamina D liquida non va assunta in altissima concentrazione una volta al mese, bensì va presa a basso dosaggio ogni giorno! Meglio diluire la vitamina D dentro l’olio extravergine d’oliva piuttosto che spalmarla sul pane come consigliano i medici di base… La vitamina D va presa in associazione alla vitamina K2 (la troviamo in cavoli, broccoli, verdura a foglie verde) e al calcio (di cui una buona fonte sono semi e legumi). Rischiare un sovradosaggio è rarissimo!

Anche se si segue una dieta ricca di nutrienti essenziali (cereali integrali, legumi, molta verdura, frutta secca, pesce, ecc.), è raccomandato comunque integrare con la vitamina D e, nel caso di vegetariani, vegani e persone anziane, anche con la vitamina B12. 

La correlazione fra bassi livelli di vitamina D e anche altre patologie, quali la SM (sclerosi multipla), il diabete di tipo 2, la demenza senile, l’aumentato rischio di fratture, l’osteoporosi, l’artrite reumatoide, viene formulata dallo scienziato americano Colin Campbell in The China Study:in questo testo si mette in relazione una dieta ricca di cibi di origine animale con la diminuzione dell’1,25 D, ovvero la conversione della vitamina D nel metabolita superattivo 1,25 D che assolve al decisivo compito svolto dalla vitamina nel nostro organismo (la vitamina D, dopo essere depositata nel fegato, viene trasportata ai reni: qui un enzima la converte nel metabolita superattivo della vitamina D chiamato appunto 1,25 D).L’autore di The China Study sottolinea che gli alimenti a base di proteine animali determinano un calo significativo dell’1,25 D: queste proteine causano nel sangue un ambiente acido che impedisce all’enzima renale di sintetizzare il metabolita. 

La correlazione fra la carenza di questa vitamina e l’aumento del rischio di diabete, malattie autoimmuni e cardiovascolari è confermata anche dal biochimico Valter Longo.

Insomma, la vitamina D è un ottimo modulatore dell’espressione genica, è indispensabile per la calcificazione delle ossa, controlla lo sviluppo dei tumori, induce l’apoptosi delle cellule alterate, inibisce la formazione di metastasi, previene le malattie cardiovascolari, tiene sotto controllo la glicemia (fra i fattori predisponenti alla sindrome metabolica e al diabete di tipo 2 rientra la carenza della vitamina). 

Un’applicazione utile che si può scaricare si chiama D Minder grazie a cui sappiamo quanta vitamina abbiamo assunto dal sole: prima delle ore 10 e dopo le ore 15 non la produciamo; con la protezione solare 30 si riduce la capacità di sintesi del 95-98%.

Un discorso a parte, a cui in questa sede soltanto accenniamo, va fatto per quanto riguarda gli anabolizzanti e gli integratori proteici che circolano nelle palestre e negli ambienti del fitness e dell’estetica. Si tratta di aminoacidi che hanno effetti negativi sulla salute: gli aminoacidi ramificati e solforati inducono alcuni segnali (IGF-1/mTOR) che velocizzano i processi d’invecchiamento e sono promotori dell’insorgenza del cancro.

Inoltre una dieta ricca in carnitina, o il consumo di integratori che contengono questo aminoacido, accresce la concentrazione nel sangue di una molecola (TMAO) pro-aterogena, prodotta dai batteri intestinali, correlata ad un rischio più alto, il 20% circa, di andare incontro ad un infarto miocardico o ad un ictus cerebrale, indipendentemente dai fattori di rischio cardiovascolare. 

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