Vaccino, stabilizzazione con cellule dendritiche

Il vaccino antitumorale con cellule dendritiche migliora l’esito del trattamento del cancro e spesso comporta l’allungamento della sopravvivenza, con una migliore qualità di vita, visto che la terapia non è tossica. Ampio è il consenso sul fatto che la terapia con cellule dendritiche aumenta il numero di cellule T e questo si traduce in una forte risposta immunitaria. In uno studio austriaco su 10 pazienti con cancro metastatico alla tiroide, il 30 %, a un anno di distanza, è rimasto in condizioni stabili; una ricerca tedesca su malati di cancro metastatico alla tiroide ha mostrato che 5 pazienti su 10 sono sopravvissuti più di 3 anni con la terapia con cellule dendritiche (il 50%); uno studio polacco su malati di leucemia mostra che 8 pazienti su 12 (66%)si sono stabilizzati o sono migliorati; una ricerca condotta in Corea con pazienti con cancro al rene mostra che 6 su 9 (il66%) hanno tratto beneficio dalla vaccinazione con cellule dendritiche, con una sopravvivenza media di 2,5 anni; uno studio italiano ha seguito il decorso di pazienti con linfoma recidivato che poi sono stati trattati con terapia con cellule dendritiche, e mostra che quasi l’80 % è rimasto stabile dopo 4 anni; una ricerca giapponese ha documentato il decorso di 28 malati di cancro al polmone che hanno ricevuto la terapia con cellule dendritiche e mostra che il 90 per cento è sopravvissuto almeno 2 anni, e più del 50% 5 anni. Il 48 per cento dei pazienti con glioblastoma trattati al Medical Center di Colonia (Germania) ha avuto una remissione completa e duratura e il 24% un periodo prolungato di remissione parziale o una stabilizzazione della malattia. Come funziona il vaccino: leggi qui

(fonte: Il modello Gorter)

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