Più sopravvivenza con ipertermia

Nelle Linee guida NCCN (National Comprehensive Cancer Netwok) Cancro al seno l’ipertermia viene indicata, già nel 2007, come indicazione di categoria 3 per il trattamento di recidive (NCCN Breast Cancer 2007). Ha contribuito ad ottenere questa classificazione lo studio del Duke University Medical Center. Il trattamento del carcinoma mammario recidivante con ipertermia locale e radioterapia è approvato dalla FDA (Food and Drug Administration). Per quanto riguarda l’applicazione dell’ipertermia nei tumori della vescica uno studio randomizzato dimostra che a 10 anni il 53% è vivo grazie alla combinazione di Mitomicina-c più ipertermia contro il 15 per cento  trattato solo con Mitomicina-c (fonte: BJU Int. 2011 Mar; 107(6): 912-8). Nel sarcoma uno studio randomizzato di fase III mostra questi risultati: il 12,7 % di risposta con la chemio da sola (etoposide, Ifosfamide, doxorubicin), percentuale che sale a ben il 28,8 per cento con l’aggiunta, alla chemio, dell’ipetermia. A 2 anni la Disease Free Survival (DFS), la sopravvivenza libera da malattia, nei pazienti trattati solo con chemio è del 61% che sale al 76% se alla chemio si aggiunge l’ipertermia. Nel cancro del pancreas la sopravvivenza globale a 1 anno è di 18,6 mesi associando ipertermia, radioterapia e il farmaco Gemcitabina (9,6 mesi senza ipertermia) – fonte Ohguri 2008; del 21.4% se alla radioterapia intraoperatoria si associa anche l’ipertermia, percentuale che scende al 12,7 % con la radioterapia intraoperatoria da sola; confrontando farmaco e ipertermia si è evidenziato che la sopravvivenza a 1 anno con la gemcitabina da sola è del 25% che sale al 48% se si affianca l’ipetermia (fonte: Yasuda 2008). Nel cancro dell’ovaio la sopravvivenza a 5 anni raggiunto con la chirugia è del 17 per cento, percentuale che sale a ben il 57% se alla chirurgia si affianca l’HIPEC (Hyperthermic Intraperitoneal Chemotherapy).

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