Occhio al sale

Occhio al sale.

Ridurlo nelle nostra alimentazione quotidiana è una raccomandazione anche dell’OMS. Sopra i 12 anni si possono consumare al massimo 5 grammi di sale al giorno. Si tratta di una quantità che corrisponde circa ad un cucchiaino da caffè e che contiene circa 2 grammi di sodio puro. E’ il sodio puro a creare maggiori problemi al cuore e a influire negativamente la pressione arteriosa. Alcuni utilizzano il sale iposodico, ma in realtà a parità di grammi la quantità di sodio è solo di poco inferiore a quella del normale sale da cucina. I nutrizionisti raccomandano piuttosto di utilizzare il sale iodato, ovvero addizionato artificialmente di iodio.

Limitare il più possibile il consumo di sale è un obbligo visto che in moltissimi alimenti già è presente il sale! Si tratta del sale nascosto che, spesso, non ci accorgiamo di mangiare, ma è presente in pane, cracker, salse, prodotti pronti, surgelati, dadi, scatolame, formaggi, conserve etc. Basti pensare che il pane ne è ricco da 10 ai 17 grammi per chilo di prodotto. Si deve prestare massima attenzione anche ai cosiddetti prodotti dietetici… si pensi alle gallette di mais, riso i anche ai dolci light visto che, spesso, vengono addizionati di sale per migliorare la lievitazione.

Le regole: i bambini e le persone over 60 anni non dovrebbero superare i 5 grammi di sale. Pe i bambini, dopo il primo anno di vita, la dose massima è di 2 grammi. Per gli over 60 non oltre i 4 grammi. Come sostituire il sale? Con spezie, erbe aromatiche e il succo di limone e aceto. Questione di abitudine! Come il caffè senza zucchero!

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Mirtillo nero toccasana

 

Mirtillo nero toccasana.

Per la circolazione, gli occhi, la pelle e le gengive. Le sue proprietà sono riconosciute dai ricercatori e per questo sono applicate in farmacologia. Il mirtillo nero contiene anticorpi che fanno parte degli antinfiammatori flavonoidi. Dagli antociani si liberano sostanze protagoniste dell’azione vasoprotettiva sia a livello della micro-circolazione venosa degli arti inferiori sia nella microcircolazione cardiaca. L’attività antiossidanti del mirtillo nero si estende, inoltre, all’apparato visivo dove le antocianidine aiutano gli occhi a superare lo stress causato dai pc, oltre che nelle situazioni di deficit oculari (miopia, retinopatie).  Per ottenere una vera azione farmacoterapica, è meglio utilizzare, piuttosto che l’assunzione orale delle bacche, gli estratti standardizzati in capsule o pastiglie.

Il mirtillo nero è un potente antiossidante, ma anche un utile antimicrobica. ecco perché viene impiegato per proteggere la cavità orale da afte e gengiviti. In questo caso possiamo preparare da soli un ottimo collutorio: si fa bollire una manciata di bacche di mirtillo nero in un litro d’acqua fino a ridurre a metà la parte liquida, si lascia raffreddare e poi si filtra il composto spremendo le bacche. Procedere con risciacqui orali più volte al giorno.

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Frutta secca toccasana

 

Frutta secca toccasana.

Arricchire il proprio menu, soprattutto a colazione o nei momenti di spezza-fame, con la  frutta secca è una sana abitudine: noci, mandorle, nocciole, arachidi, anacardi, tutti i frutti soggetti a naturale essiccazione – purché non salati ovviamente e non tostati! – apportano notevoli benefici in termini di energia e vitamine. Occhio alle quantità però: parliamo attorno i 20-30 grammi al giorno… in quanto la frutta secca è più ricca di zuccheri e di grassi, anche se sono grassi buoni che svolgono un’azione mirata a contenere il colesterolo. Chi consuma regolarmente noci e mandorle ha una probabilità inferiore di sviluppare il diabete. Inoltre il consumo di frutta secca protegge anche da tumori e infarti, abbinato ad uno stile di vita corretto. Si può abbattere la mortalità del 20 per cento.

Quando assumiamo frutta secca, nutriamo il nostro corpo di molte vitamine: dalla vitamina A e dalla vitamina E alle vitamine C e K. Molti i sali minerali che troviamo nella frutta secca, soprattutto potassio, magnesio e fosforo. Elevata è anche la quantità di fibra che va ad agire a favore dell’intestino. La frutta secca contiene anche le infiammazioni a carico del fegato. Chi pratica sport non dovrebbe mai far mancare nella sua alimentazione la frutta secca proprio per i sali minerali assimilabili.

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Digiuno sì, digiuno no?

 

Digiuno sì, digiuno no? Digiuno sì, ma sotto stretto controllo medico. La restrizione calorica di cinque giorni significa ridurre 1000 cal il primo giorno e circa 800 cal nei giorni successivi con proporzioni dei macronutrienti ben definite. Ridurre l’apporto delle proteine è lo scopo della dieta del digiuno. E’ noto infatti che le proteine sono il principale mediatore dell’ormone della crescita GH  che è il precursore di IGF-1 e IGF-2, anch’essi fattori di crescita che sono responsabili dell’insorgenza di patologie cronico-degenerative oltre che dei tumori. Con la dieta del digiuno e la restrizione calorica si va ad incidere anche sulla resistenza all’insulina (principale causa del diabete), inoltre si attiva la produzione interna di cellule staminali che resetta il sistema immunitario. La dieta del digiuno produce intenzionalmente un deficit di glucosio e proteine che costringe il corpo a generare energia alternativa, ovvero i corpi chetonici, partendo dalle nostre riserve di grasso. Una bella notizia per chi fa sport: questa dieta non intacca la massa muscolare!

Altri benefici effetti dalla restrizione calorica: si migliorano i vari parametri metabolici, fra cui il colesterolo cattivo LDL, il PCR (Proteina C reattiva), trigliceridi e massa grassa.

ECCO LA DIETA DEPURATIVA IN 5 GIORNI:

GIORNO 1: Colazione: 100 g yogurt magro naturale + 1.5 cucchiai di semi di lino tritati + 2 frutti + 2 cucchiai di semi oleosi. Pranzo: verdura cruda e crotta in quantità libere (no pomodori); 40 g cereale integrale; 20 g di legumi; 2 cucchiai di olio evo. Cena: verdura crua e cotta in quantità libere (no pomodori); 30 g cereale integrale; 2 cucchiai di olio evo.

GIORNI 2,3,4,5

COLAZIONE: 100 g yogurt magro naturale + 1 cucchiaio di semi di lino tritati + 2 frutti. Pranzo: verdura cruda e cotta in quantità libere (no pomodori), 40 g cereale integrale, 1.5 cucchiaio di olio evo. Cena: verdura cotta e cruda in quantità libere (no pomodori), 30 g cerali integrali; 1 cucchiaio olio evo

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Depurativo naturale: linfa Betulla

 

Depurativo naturale: linfa di Betulla.

Viene utilizzata soprattutto per le sue caratteristiche depurative e diuretiche. La linfa di Betulla è utile anche per contrastare i reumatismi, contro la gotta, contro le artrosi, la cellulite e le dermatiti. La linfa di Betulla è un valido alleato anche per abbassare i livelli di colesterolo nel sangue. In pratica la linfa di Betulla riesce a ad eliminare le tossine dai tessuti: sono le tossine infatti a provocare infiammazioni croniche. Con la linfa di Betulla si drenano le tossine, ovvero si portano via i liquidi in eccesso. Uno dei metodi per assumere questa linfa è il preparato glicerico: la boccetta dotata di contagocce. Sul mercato la si può trovare spesso con la dicitura “Mac. Gli. 1D”.

Con una cura di soli 15 giorni recuperi l’energia, digerisci meglio, riattivi la diuresi, alzi le difese e depuri anche la pelle. La forza della betulla è nella linfa In questa parte della pianta esiste una sostanza, chiamata betulina, dotata di un’elevata attività antinfiammatoria e di straordinarie proprietà diuretiche e depurative. La linfa della betulla ha inoltre una spiccata capacità di sciogliere depositi urinari, aumentare la diuresi e favorire l’eliminazione degli acidi urici, dei cloruri e dell’urea (prodotti di scarto del metabolismo).

E’ consigliata l’assunzione di 50 gocce al mattino e 50 alla sera diluite in acqua o spremute. Si possono trovare in commercio anche degli sciroppi e i succhi di linfa di Betulla (prodotti questi ultimi più costosi).

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1 bambino su 3 è obeso


1 bambino su 3 è in sovrappeso o obeso. E' allarme anche in FriuliSi mangia troppo e male. Fin da piccoli. Anzi, fin dal grembo materno... Un bambino su 3 fra gli 8 e gli 11 anni, anche qui in Friuli, risulta essere sovrappeso o obeso. Questo significa che le cattive abitudini stanno sfornando un esercito di potenziali ammalati gravi, in costante stato di infiammazione, che saranno colpiti da tumori, patologie cardiovascolari, diabete di tipo 2, malattie neurodegenerative... la situazione è ancora più grave se il bambino nasce già in sovrappeso. Purtroppo anche in Friuli ci stiamo 'americanizzando' a causa della sedentarietà e dell'alimentazione sbagliata. L'allarme è stato lanciato dalla biologa nutrizionista di Udine, Marta Ciani, in occasione della presentazione del primo progetto a Udine rivolto agli iperfagici, ovvero coloro che mangiano troppo e male. L'iniziativa, che partirà a settembre e proseguirà per un anno, è stata illustrata al Centro Gestalt assieme alla Direttrice, la psicologa Maria Grazia Fiorini. “Tutti propinano diete eccezionali..ma la vera questione – ha dichiarato di fronte a pazienti candidabili, a medici di base e a farmacisti – è capire ciò di cui effettivamente il nostro corpo ha bisogno per farci stare bene, perché il cibo deve essere una priorità per volerci bene; la prima arma di prevenzione è l'alimentazione”. La soluzione per gli iperfagici – ha spiegato la psicoterapeuta - “non è dare una dieta dimagrante, bensì lavorare sulla modalità relazionale che porta la persona ad introiettare qualunque cosa senza filtro”. L'iperfagia è una patologia strettamente correlata anche allo stress e a problematiche psicologiche irrisolte: i due terzi delle persone sotto stress infatti tendono a svilupparla. 

Il progetto si articolerà in questo modo: incontri settimanali di un'ora e mezza; 3 incontri al mese con il terapeuta, 1 volta al mese con il nutrizionista; inoltre si terranno incontri bisettimanali di gruppo con personal trainer per percorsi di movimento e ginnastica dolce e ci sarà la collaborazione stretta con i medici di famiglia. La nutrizionista Ciani ha sottolineato che la genetica può dare un contributo fondamentale perchè fornisce le predisposizioni a sviluppare una certa malattia, andando ad indagare i polimorfismi dei geni, che valgono per tutta la vita.: si analizza il gene del sovrappeso, quello delle iper-colesterolemie, delle iper-trigliceridemie, del diabete di tipo 2, del cancro...

La nutrizionista ha formulato un appello affinché le persone non si rivolgano ad improvvisati 'dietisti' non titolati che predispongono diete, una moda purtroppo imperante anche in Friuli: “I piani nutrizionali devono essere elaborati non certo da centri estetici..., ma da professionisti che studiano la base genetica dell'individuo e il dna. Tutto il resto non solo non ha valore, ma addirittura può creare danni irreversibili!”.
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NUTRIRSI E VOLERSI BENE

 

“Nutrirsi e volersi bene, come il cibo può diventare davvero nutrimento”: questo il nome del progetto pilota che parte a Udine rivolto alle persone iperfagiche, ovvero coloro che mangiano in maniera eccessiva e compulsiva, si nutrono cioè troppo e male. L’iniziativa, che verrà illustrata ai medici di medicina generale e alla cittadinanza, giovedì 29 giugno, alle ore 19, è promossa dal Centro Gestalt (nella cui sede, via Basaldella 1, si terrà l’evento) assieme alla nutrizionista biologa Marta Ciani che ha seguito la neocampionessa d’Europa Fabiana Fusillo del Judo Kuroki Tarcento che ha vinto a Zagabria il titolo europeo master 2017 nel Campionato Europeo Master. Dal profilo Fb la neocampionessa ha ringraziato pubblicamente la ‘sua’ dottoressa con queste parole: “Grazie dottoressa Marta Ciani per avermi aiutata nel faticoso calo del peso e nel mantenimento… grande persona…di grande cuore”.

Intanto, le esperte formulano un appello ai medici di base di Udine affinché segnalino fra i loro pazienti coloro che soffrono di iperfagia in modo da costituire il gruppo dei pazienti che riceveranno consulenze nutrizionali, consulenze sull’attività fisica e psicoterapia. La patologia è strettamente correlata allo stress: i due terzi delle persone sotto stress infatti tendono a sviluppare l’iperfagia che è sì un disturbo del comportamento alimentare che comporta l’aumento della sensazione di fame e la conseguente assunzione di una quantità di cibo eccessiva, ma è anche un disturbo della sfera psicologica. Per questo, le ideatrici del progetto, la psicoterapeuta Maria Grazia Fiorini, direttrice del Centro Gestalt, e la nutrizionista Ciani, lanciano il primo gruppo di pazienti candidabili che saranno seguiti non solo sotto l’aspetto medico ma anche in un percorso di psicoterapia e di nutrizione da riprogrammare.

Il progetto permetterà di far conoscere il corretto approccio al cibo che può davvero diventare la cura o può trasformarsi in causa delle malattie, non solo il ‘cosa’ si mangia, ma anche il ‘come’ e il ‘quanto’. L’iperfagia nasce da una sensazione incontrollata e compulsiva. I motivi vanno rintracciati in disagi psicologici che possono anche essere di natura inconscia. Stati d’ansia, stress, alterazioni metaboliche ed ipoglicemia possono essere altri motivi scatenanti. Grazie alla psicoterapia le persone affette da questa malattia prendono consapevolezza delle cause del problema; grazie alla nutrizionista potranno ricevere piani alimentari personalizzati. Il progetto durerà almeno 1 anno e prenderà il via da settembre.

In occasione dell’incontro, gratuito, di giovedì 29 giugno, i cittadini potranno anche conoscere come la cura di sé passa attraverso il modo in cui ci nutriamo: sia per il contenuto (cosa mangiamo) che per il processo (come lo facciamo). La conferenza vuole distruggere alcuni falsi miti della mal-nutrizione, che concorrono al peggioramento del proprio stato di benessere.

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I cereali alcalinizzanti

 

I cereali integrali alcalinizzanti sono un vero toccasana per la salute. Parliamo di miglio, amaranto, quinoa e teff, tutti cereali senza glutine e a basso indice glicemico. Ricchi di proteine, soprattutto amaranto e quinoa, e in grado di regolarizzare la glicemia nel sangue. Questi cereali integrali agevolano anche il dimagrimento e rivestono anche un’azione anti-fame. Fra i vari benefici sicuramente quello di contrastare gli stati di acidosi che sono alla base di quasi tutte le malattie più diffuse. La Quinoa, originaria del Sudamerica, priva di glutine, è ricca di carboidrati a basso indice glicemico, aminoacidi essenziali come lisina e metionina, necessari per ossa e fegato (prima di cuocerla va lavata bene sotto l’acqua corrente). Ricchissimo in fibre a basso indice glicemico anche l’amaranto, cereale originario del Centroamerica: contiene una buona quantità di fosforo, ferro, magnesio e vitamine del complesso B. Il miglio, senza glutine, apporta carotenoidi, carboidrati, aminoacidi essenziali come cistica e metionina, utili per i muscoli. Il miglio è anche ricco di silicio (che rende più forti i capelli, le unghie e le ossa). Prima di cucinarlo, il miglio si lava, si asciuga per 15 minuti, poi si tosta e si cucina in 2 volte il suo volume d’acqua (1 tazza di miglio per 2 tazze d’acqua) per 20 minuti. Il teff, altro cereale antico, tipico della cucina etiope, anch’esso senza glutine, è ricco in magnesio e zinco. Tutti questi cereali alcalinizzanti, proprio grazie al contenuto indice glicemico, non creano alcun accumulo addominale! Anzi  favoriscono il dimagrimento.

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Veg alla riscossa

 

Veg alla riscossa. Il mondo vegetariano si sta ampliando, come rilevato anche nell’ultima indagine Eurispes dalla quale risulta che 1 italiano su 2 entro il 2050 abbraccerà l’alimentazione veg! Dunque, circa 30 milioni di persone saranno o vegetariane o vegane. Le prime  a dire di no alla carne e a diventare veg convinte sono e saranno sempre di più le donne che rappresentano circa il 7,5 per cento contro il 5,3 per cento degli uomini. Un dato confortante è che l’alimentazione più sana sta contagiando anche i giovanissimi, nella fascia d’età fra i 18 e i 24 anni. Secondo quanto dichiarato dal docente di Pediatria all’Università di Verona, Leonardo Pinelli “la scelta vegetariana e vegana non sono una moda ma una presa di coscienza. Molte famiglie decidono di abbandonare il consumo di alimenti animali per ragioni etiche, salutistiche ed ambientali. Optare per la dieta veg, inoltre, oltre a far bene alla nostra salute, rispetta il benessere degli animali e presenta un minor impatto sull’ambiente. I vegetariani rigorosissimi, poi, vogliono applicare il loro credo anche nel settore della medicina: all’ultima edizione di Cosmofarma è stato presentato il progetto Pharma Vegana per spalancare le porte delle farmacie a coloro che, normalmente, acquistano in erboristerie. Stanno infatti nascendo corsi di formazione per farmacisti filo-vegani in modo che nelle loro farmacie si possano trovare prodotti “cruently free”.

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VACCINI, POSIZIONE DELL’ORDINE

 

“Un segnale molto forte che avevamo chiesto a livello regionale e nazionale da tempo e finalmente concretizzato: l’introduzione dell’obbligatorietà dei vaccini per l’iscrizione al nido e alle scuole materne e e delle sanzioni contro i genitori e le scuole che non ottemperano al disposto significa salvaguardare la salute della collettività”, questa la dichiarazione del Presidente dell’Ordine dei Medici di Udine, Maurizio Rocco.

Stop all’anti-scientificità imperante che mette in dubbio la sicurezza e l’efficacia dei vaccini, come Ordine dei Medici continueremo a promuovere la corretta informazione e provvederemo ad aiutare le Autorità pubbliche. “I vaccini sono trattamenti sanitari scientificamente fondati e di comprovata efficacia. E’ un obbligo diffonderne l’utilizzo oltre a promuovere studi e sperimentazioni per scoprirne dei nuovi e migliorare quelli esistenti”, dichiara il Presidente.

L’Ordine dei Medici di Udine continuerà ad impegnarsi per una informazione accessibile, trasparente, rigorosa e prudente fondata sulle conoscenze scientifiche e si opporrà fermamente alla diffusione di notizie che alimentano aspettative e timori infondati o in ogni caso idonee a determinare un pregiudizio dell’interesse generale.

Grazie alle ricerche nel campo dell’immunologia e di quelle eseguite nello specifico campo dei vaccini si è giunti alla possibilità di poter vaccinare parte della popolazione contro il carcinoma della cervice, inducendo il concetto che i vaccini possono essere usati anche contro i tumori, sperando che sia solo l’inizio di un proficuo filone di ricerca.

Siamo arrivati ad un punto critico con le coperture vaccinali tanto che l’ Italia è stata richiamata dall’OMS su questo tema e la nostra posizione riguardo alla cosiddetta “herd immunity” è tra le più basse in Europa (vedasi al riguardo quanto deciso negli USA sui viaggi in Italia ritenuto paese a rischio). Era ora di introdurre una linea forte.

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