STARESANI SUL MESSAGGERO

 

Il principale quotidiano del nostro territorio, il Messaggero Veneto, ha dedicato un articolo al progetto Staresani.it  Ecco quanto pubblicato sull’edizione di Udine lunedì 26 gennaio (pagina 10). Ringraziamo la testata per l’attenzione dedicataci.

La Redazione.

messaggero veneto

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Bassa vitamina C, più rischio cancro

Quando i livelli di vitamina C risultano bassi nel sangue, è più probabile che si registri un’elevata incidenza di cancro. Questo uno dei risultati del lungo lavoro di ricerca pubblicato nelle pagine di The China Study: “Un basso livello di vitamina C è fortemente associato con un rischio maggiore di cancro all’esofago, leucemia e tumori a rinofaringe, mammella, stomaco, fegato, retto, colon e polmone (…) la vitamina C si assume principalmente con la frutta, e il consumo di frutta risulta inversamente correlato al tumore dell’esofago. I tassi di cancro erano da cinque ad otto volte più elevati nelle aree in cui l’apporto di frutta era più ridotto”. E ancora: “Lo stesso effetto della vitamina C su questi tipi di tumore era presente anche per la cardiopatia coronarica, per la cardiopatia ipertensiva e per l’ictus”. Quindi, l’assunzione della vitamina C dalla frutta indica chiaramente un potente effetto protettivo contro un gran numero di malattie.

La vitamina C oltre ad essere fondamentale, come scrive il medico Paolo Giordo nel suo Prevenire e curare il cancro con l’alimentazione e le terapie naturali, per favorire l’assorbimento di minerali quali il ferro, proteggere il tessuto connettivo e attivare le difese immunitarie, “possiede inoltre un’indiscutibile azione di inibizione delle cellule cancerose; anche questa vitamina è sensibile al forte calore proveniente dalla cottura degli alimenti e viene distrutta o inattivata da molti fattori e agenti, come il congelamento e l’affumicatura dei cibi, il fumo, l’alcol e molti farmaci di frequente consumo”. Molti studi la vedono efficace nella protezione dal cancro – scrive il medico Giordo – come nella stessa terapia anticancro, secondo i classici studi di L.Pauling, E. Cameron, A. Hoffer e altri ancora (Cameron, Pauling, 1979; Hoffer 1970).

DOVE TROVARE LA VITAMINA C – La vitamina C si trova in molti frutti, specie gli agrumi freschi e la rosa canina, negli ortaggi (broccoletti, crescione, peperoni dolci, foglie di rapa, ecc). Per la sua forte azione antiossidante, la vitamina C diminuisce la tossicità da radiazioni e da farmaci citotossici usati nella chemio.

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Vaccino, stabilizzazione con cellule dendritiche

Il vaccino antitumorale con cellule dendritiche migliora l’esito del trattamento del cancro e spesso comporta l’allungamento della sopravvivenza, con una migliore qualità di vita, visto che la terapia non è tossica. Ampio è il consenso sul fatto che la terapia con cellule dendritiche aumenta il numero di cellule T e questo si traduce in una forte risposta immunitaria. In uno studio austriaco su 10 pazienti con cancro metastatico alla tiroide, il 30 %, a un anno di distanza, è rimasto in condizioni stabili; una ricerca tedesca su malati di cancro metastatico alla tiroide ha mostrato che 5 pazienti su 10 sono sopravvissuti più di 3 anni con la terapia con cellule dendritiche (il 50%); uno studio polacco su malati di leucemia mostra che 8 pazienti su 12 (66%)si sono stabilizzati o sono migliorati; una ricerca condotta in Corea con pazienti con cancro al rene mostra che 6 su 9 (il66%) hanno tratto beneficio dalla vaccinazione con cellule dendritiche, con una sopravvivenza media di 2,5 anni; uno studio italiano ha seguito il decorso di pazienti con linfoma recidivato che poi sono stati trattati con terapia con cellule dendritiche, e mostra che quasi l’80 % è rimasto stabile dopo 4 anni; una ricerca giapponese ha documentato il decorso di 28 malati di cancro al polmone che hanno ricevuto la terapia con cellule dendritiche e mostra che il 90 per cento è sopravvissuto almeno 2 anni, e più del 50% 5 anni. Il 48 per cento dei pazienti con glioblastoma trattati al Medical Center di Colonia (Germania) ha avuto una remissione completa e duratura e il 24% un periodo prolungato di remissione parziale o una stabilizzazione della malattia. Come funziona il vaccino: leggi qui

(fonte: Il modello Gorter)

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TUMORI, IPERTERMIA EFFICACE

Allunga la sopravvivenza dei malati di tumore. L’ipertermia oncologica, o termoterapia, può salvare e allungare più vite di qualunque altro medicamento o prodotto, parola del dottor Sennewald che ha un centro a Monaco. Ma per sottoporsi a questo trattamento, il centro più vicino a noi del Friuli si trova a Padova, il Centro Medico Serena dove esercita il professor Sergio Maluta.
L’ipertermia oncologica “aumenta in modo significativo il tasso di sopravvivenza nei pazienti con cancro”. In studi di fase III l’ipertermia ha migliorato in 2 anni i risultati del controllo del tumore locale in casi di sarcoma ad alto rischio dal 12% al 37%; in casi di melanoma dal 28% al 46%; le remissioni complete in casi di recidiva del cancro mammario dal 36% al 60%; il tasso di sopravvivenza a 2 anni nei glioblastomi dal 15% al 31% e la remissione completa in casi di carcinoma avanzato della cervice dal 57% all’83%, considerando il confronto con il trattamento basato solo sulla radioterpia o chemioterapia.
Dal momento che le cellule tumorali sono ipossiche (non hanno ossigeno) e presentano di conseguenza un Ph inferiore, è assai difficile distruggere cellule con deficit di ossigeno attraverso l’irradiazione ionizzante – che produce radicali ossigeno che a loro volta aggrediscono il DNA – oppure attraverso la chemio che necessita del flusso sanguigno per trasportare i farmaci citostatici (appunto i chemioterapici), ma laddove l’ossigeno è carente, come lo è nelle cellule malate appunto, anche la circolazione sanguigna è gravemente intaccata.

COME FUNZIONA: l’ipertermia agisce attraverso la trasmissione di onde radio all’interno del tessuto. Dopo un breve tempo dallo stress termico, le proteine dello shock termico emergono alla superficie delle cellule tumorali con il risultato di attivare le cellule del sistema immunitario che riconoscono tali proteine sulla membrana cellulare e possono distruggere le cellule tumorali stesse.

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Coloranti,effetti negativi su bambini

Anche a Udine, in alcuni prodotti che troviamo nei supermercati, si trova questa dicitura “può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini”: il riferimento va ad alcuni coloranti che, per legge (per fortuna) vanno indicati in etichetta. Soltanto che, dal 2010, con l’entrata in vigore del regolamento europeo 1333/2008 che ha introdotto questa dicitura sui prodotti che contengono i coloranti E 102, E 104, E 110, E 122, E 124 ed E 129, quasi tutti i produttori non usano più tali additivi… QUASI tutti, ci sono ovviamente le eccezioni, come di seguito riportiamo un caso riferito ad un misto disidratato a fette che, scovato in alcune catene di supermercati in provincia di Udine, ha come origine la Thailandia, prodotto da Chin Huay a Bangkok: qui troviamo scritto che la papaya, l’ananas, il mango e le fragole sono colorate con gli E 102, E110, E129…  con l’avviso “può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini”. Dareste mai un simile cibo ai vostri figli? Probabilmente se non si ha l’abitudine di leggere le etichette sì…

cibo allerta

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Vitamina D superattiva anticancro

La vitamina D superattiva costituisce una barriera anticancro. Come si produce questa formula superattiva? Dalla vitamina D che si ottiene dalla luce solare e dall’alimentazione. In pratica, è l’organismo stesso a produrre la forma superattiva che previene la formazione del cancro, delle malattie autoimmuni (fra cui la sclerosi multipla), e altre malattie come il diabete di tipo 1, l’artrite reumatoide etc, come si evince dagli studi condotti dal ricercatore Colin Campbell. Il punto è che la formazione della formula superattiva della vitamina D viene bloccata dall’assunzione di proteine animali, come pure un eccesso di calcio arresta la produzione della vitamina D superattiva i cui livelli bassi presenti nel nostro organismo sono predittivi di diversi tipi di cancro (cancro alla prostata, cancro al seno, cancro al colon etc) e altre patologie autoimmuni. “Gli alimenti a base di proteine animali producono un calo significativo dell’1,25 D (la forma superattiva, ndr): queste proteine animali creano nel sangue un ambiente acido che impedisce all’enzima renale di sintetizzare questo importantissimo metabolita”. I livelli nel sangue dell’1,25 D vengono drasticamente abbassati da un consumo eccessivo di proteine animali e di calcio (“Il latte vaccino è ricco sia di proteine sia di calcio. Di fatto, in uno degli studi più esaurienti sulla SM – sclerosi multipla – che è associata a livelli più bassi di 1,25 D, si è scoperto che il latte vaccino è un fattore tanto importante quanto la latitudine”). Quando i livelli d1,25 D sono bassi nel sangue, allora anche il fattore di crescita insulino-simile (IGF-1) aumenta: l’IGF-1 è l’ormone della crescita, fattore predittivo di cancro che aumenta, per l’appunto, in relazione al consumo di proteine animali. Valori elevati di IGF-1 nel sangue devono allertare, in quanto ciò significa che viene favorita la nascita di nuove cellule, la loro proliferazione – anche di quelle malate – , viene bloccata la rimozione delle cellule vecchie, due condizioni queste che promuovono la formazione del cancro.

Conclusione: i cibi di origine animale, carne, latte e latticini, favoriscono l’aumento dell’ormone della crescita IGF-1 e la diminuzione della vitamine D superattiva, condizioni queste che fanno crescere il rischio di cancro. Laddove il cancro si sia già manifestato, queste due condizioni accelerano il rischio di proliferazione di cellule malate e quindi il rischio di metastasi.

(fonte: La vitamina D e i suoi effetti, in The China Study)

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Ipertermia fa regredire i tumori

La terapia ipertermica, terapia biologica, definita la quarta colonna dell’oncologia, rallenta la progressione dei tumori, che talvolta arrivano alla stabilità, ovvero alla cronicizzazione, con sopravvivenza più prolungata del soggetto malato. “La ricerca in campo immuno-biochimico-oncologico ha evidenziato che colture cellulari tumorali sono sensibili al calore e, man mano che la temperatura sale, aumenta la sensibilità delle cellule neoplastiche al calore e, di conseguenza, la loro mortalità”, afferma nel suo libro Principi e applicazioni di Ipertermia il medico Giuseppe Di Fede. Grazie ad apparecchiature speciali, che emettono una radiofrequenza di 13,5 Mhz, in grado di penetrare nei tessuti fino a 14 cm di profondità, si determina un innalzamento della temperatura locale attraverso la cinetica delle cellule. Si attiva nelle cellule cancerose un incredibile meccanismo antitumorale che non intacca le cellule sane. Le cellule neoplastiche, con il calore, “si suicidano”, scatta il meccanismo di suicidio “programmato” (apoptosi).

L’ipertermia oncologica attiva nuove forme di terapie biologiche, dal momento che la produzione di geni presenta un decorso migliaia di volte più rapido a causa del calore (terapia genica termo moderata). L’ipertermia oncologica è associata all’incremento della risposta immunitaria: infatti il calore determina stress (shock termico) nelle cellule tumorali, pertanto questa terapia biologica si connette strettamente ai vaccini antitumorali con cellule dendritiche (leggi dove eseguirli qui).

Si possono sviluppare immunoterapie con l’ausilio di queste proteine da shock termico. Inoltre l’ipertermia oncologica blocca la formazione di nuovi vasi sanguigni (anti-angiogenesi) attraverso cui il tumore si sviluppa. Quindi l’ipertermia oncologica può evitare le metastasi e può far regredire i tumori.

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Riso bianco? Una bufala!

Il riso, nel suo dna, è integrale! Così si presenta in natura. E’ il processo di raffinazione – la sbiancatura – che lo modifica e lo fa diventare bianco. Ovviamente non si tratta soltanto di un fattore estetico e di colorazione, bensì sostanziale, visto che il trattamento industriale provoca la riduzione drastica di sostanze quali fibra, vitamine del gruppo B, acidi grassi preziosi del riso, minerali come fosforo, potassio, magnesio, tutti valori nutrizionali che vengono annullati con l’intervento di sbiancatura (a causa del quale pula, gemma, farinaccio vengono tolti e quindi rimane solo il nucleo amidaceo). Il riso integrale presenta anche proprietà curative, ad esempio la crema di riso, ovviamente integrale, è un potente antinfiammatorio. Pertanto, non mangiate riso bianco, ma consumate l’integrale, molto più nutriente, oltre ad assimilarsi lentamente (inoltre fa funzionare meglio anche l’intestino).

E’ opportuno fare in modo che i cereali cotti (riso integrale, quinoa, bulgur, couscous, et) non restino nelle pentole di metallo, in quanto si può modificare la struttura chimica di alcuni nutrienti.

Modalità di cucinare il riso integrale: lavare i chicchi sotto l’acqua corrente, mettere il riso e l’acqua in pentola (1 parte di riso e 1,5-2 parti di acqua). Coprire la pentola e portate a ebollizione, cucinare a fiamma vivace e pentola scoperta per 10 minuti. Togliere eventuali impurità dalla superficie, oltre alla schiumetta grigia che si forma. Abbassare al minimo la fiamma, coprire di nuovo e cucinare per circa 50 minuti. Una volta che l’acqua è consumata, spegnere la fiamma e lasciare raffreddare. Con la pentola a pressione i tempi di cottura si dimezzano.

(fonte: Prevenire i tumori mangiando con gusto, Villarini e Allegro)

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Aglio&Cipolla bloccano cellule tumorali

Viva l’aglio e in generale i composti della famiglia delle Alliacee, quindi compresi anche cipolla, porro, scalogno, erba cipollina: questi composti “riducono in parte gli effetti cancerogeni delle nitrosamine e dei composti N-nitrosi che si formano nelle carni troppo grigliate o durante la combustione del tabacco”. Inoltre, aglio, cipolla e le erbe medicinali della loro famiglia portano al suicidio le cellule del cancro al colon, cancro al seno, cancro al polmone, cancro alla prostate e leucemia”. Ecco perché è fondamentale mangiarli ogni giorno, crudi o cotti. “Gli studi epidemiologici paiono indicare una minor incidenza dei tumori al rene e alla prostata nei popoli che lo consumano di più”. In genere, tutte le verdure di questa famiglia delle Alliacee tengono sotto controllo la glicemia, riducono la secreazione di insulina e IGF e quindi hanno un effetto diretto di contrapposizione alla crescita delle cellule tumorali, in qualche modo riescono ad ostacolarla.

RACCOMANDAZIONE: le molecole attive dell’aglio si liberano quando lo spicchio viene schiacciato e vengono assorbite meglio se sciolte in un po’ d’olio.

(fonte: Anticancro, David Servan-Schreiber)

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Mangiare e ammalarsi

Poichè siamo ciò che mangiamo, e l’alimentazione ha un ruolo decisivo nell’insorgenza o meno di molte patologie che possono portare alla morte, come pure nella cura delle malattie una volta che queste si siano manifestate, sarebbe così semplice mangiare in modo tale da NON ammalarsi e mangiare in modo tale da NON ricadere nelle malattie. Il guru Franco Berrino, medico oncologo ed epidemiologo che ha legato il suo nome al Dipartimento di Medicina Preventiva dell’Istituto tumori di Milano come direttore, fornisce i consigli per mangiare sano e salvarsi, spesso e volentieri, la vita. “La ricerca sui farmaci ha potentissimi interessi dietro, la ricerca sulla prevenzione non ha questi interessi”. “Ci sono tumori in cui sappiamo che praticamente la medicina non ha armi, non serve la radioterapia né la chemioterapia. Si fanno lo stesso tanto per fare qualche cosa”, ha dichiarato all’intervista de Le Iene, il 26 marzo 2013.

Fra le tante raccomandazioni, ancora una volta al bando il consumo di carne rossa, in generale si deve limitare il più possibile il consumo di proteine animali. Pensate che il pane integrale possa andare bene? Dipende. Nei supermercati si trova scritto spesso sulle confezioni ‘destrosio’, che altro non è che il glucosio! Ciò significa che ci mettono lo zucchero nel pane! Il motivo? Lo spiega senza mezzi termini Berrino: perché la qualità di base degli alimenti fa schifo…

C’è poco da girare attorno alla questione: “Cereali e legumi ci danno tutte le proteine di cui abbiamo bisogno (NON SERVE LA CARNE)“, parola dell’oncologo Berrino che crede nell’alimentazione come strumento terapeutico.

Troviamo nei supermercati, e non solo, zucchine, melanzane, pomodori: perché mai dobbiamo mangare d’inverno queste verdue che non sono di stagione?

Riso: quello bianco ha un indice glicemico altissimo, per questo è controindicato. Si deve mangiare il riso integrale di provenienza biologica: ha acidi grassi essenziali, proteine di buona qualità, proprietà anti-infiammatorie. Tutte le caratteristiche positive “nel riso brillato (bianco, ndr) scompaiono, non ci sono più”, spiega l’esperto.

Se troviamo scritta la dicitura ‘sciroppo di glucosio’ è meglio lasciare il prodotto sullo scaffale, dice Berrino. Altra fregatura: i biscotti spacciati senza zucchero. In realtà ci mettono sostanze che fanno più male dello zucchero, come ad esempio il maltitolo, che è ancora più calorico dello zucchero… Meglio pane con sesamo, soprattutto fatto con altre farine (kamut, farro, etc) e preferibilmente con lievito madre (ovviamente impossibile da trovare nei supermercati). In ogni caso, il pane va ridotto, in quanto determina un innalzamento veloce della glicemia.

Farina 0 e 00: “Il più grande veleno della nostra alimentazione”, afferma Berrino. E’ raffinatissima, e tutto ciò che è frutto del processo di raffinazione fa male, come anche lo zucchero. “Anche se la farina 0 o 00 è biologica, fa male uguale”.

Bisognrebbe fare il pieno di sedano, rape, zucca, cipolle (tutti i giorni) che contengono la quercetina, flavonoide che protegge dai tumori, spiega Berrino. Lo troviamo anche nelle mele, nelle arance, nei mandarini, nelle clementine, nell’uva rossa, nelle amarene, nei mirtilli, nell’ippocastano, nelle olive, nella camomilla, nel ginko biloba.

Tutta la frutta secca è approvata, fa benissimo.

Ottimo lo sgombro che ha potenti caratteristiche antinfiammatorie; ogni 15 giorni si dovrebbe mangiare, secondo Berrino, pasta alle vongole che ha un alto contenuto di ferro.

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