Il cancro si nutre di zuccheri

L’aumento dell’insulina stimola la crescita e la diffusione delle cellule cancerose.

E’ fondamentale diminuire nella nostra alimentazione gli zuccheri raffinati e le farine bianche. Come scrive il dottor David Servan Schreiber, nel libro Anticancro, “tutto lascia pensare che sia stato il boom dello zucchero a contribuire all’epidemia del cancro”. Dalla seconda metà del Novecento in poi si è registrato un uso massiccio nell’alimentazione occidentale dello sciroppo di fruttosio estratto dal mais, composto da una mistura di fruttosio e glucosio. “Se l’organismo umano già ansimava sotto il peso dello zucchero raffinato che veniva imposto, da quel momento è stato letteralmente mandato in tilt da questo sciroppo di zucchero onnipresente negli alimenti di origine industriale. Allontanato dalla propria matrice naturale (il fruttosio è presente in tutta la frutta) e mescolato con il glucosio, non è infatti più gestibile senza danni collaterali dall’insulina prodotta dall’organismo e diventa tossico”.

Ingerendo zucchero o farine bianche, che fanno salire velocemente il tasso di glucosio nel sangue e per questo vengono definiti ad alto indice glicemico, l’organismo libera subito una dose di insulina per permettere al glucosio di penetrare nelle cellule. Alla secrezione di insulina si accompagna il rilascio di un’altra molecola, detta IGF (Insulin-like Growth Factor-I) che ha la proprietà di stimolare la crescita cellulare. Quindi, lo zucchero nutre e fa crescere in fretta i tessuti.

Insulina a IGF incentivano i fattori d’infiammazione i quali, a loro volta, fungono da fertilizzante ai tumori.

Fu il biologo tedesco Otto Heinrich Warburg, premio Nobel per la Medicina, a scoprire che il metabolismo dei tumori maligni dipende in gran parte dal loro consumo di glucosio, la forma che assume lo zucchero nell’organismo una volta digerito. “In effetti la scansione PET (tomografia a emissione di positroni) comunemente utilizzata per individuare i tumori, altro non fa che rilevare le regioni del corpo umano in cui è maggiore il consumo di glucosio. Se una zona spicca sulle altre per un consumo eccessivo, ci sono forti probabilità che si tratti di un cancro”.

Ci sarà poi un motivo se chi segue una dieta orientale a basso apporto di zuccheri ha una probabilità da 5 a 10 volte minore di sviluppare un cancro ormono-dipendente rispetto a chi ha adottato l’alimentazione tipica dei Paesi industrializzati. Si sa per certo poi che chi soffre di diabete (patologia caratterizzata da un tasso di zuccheri nel sangue troppo elevato) una un rischio oncologico superiore alla media.

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