Aloe Arborescens by padre Zago, ecco quello riconosciuto

Si è tanto scritto, e si continua a farlo. sugli effetti benefici dell’Aloe Arborescens, preparato secondo la ricetta di Padre Roman Zago, il suo inventore, sia per quanto riguarda tutte le varie forme di tumore, sia come potente depurativo utilizzato non solo come cura ma anche come prevenzione ( e non solo relativamente al cancro). Oltre a consigliarvi la lettura del libro Di cancro si può guarire scritto appunto da Padre Zago, raccomandiamo di diffidare da varie imitazioni del preparato che, spesso, soprattutto acquistando attraverso certi circuiti poco sicuri e poco controllati, può essere inefficace se non peggio… Pertanto la raccomandazione è quella di comprare l’unico prodotto AUTORIZZATO E RICONOSCIUTO da PADRE ROMANO ZAGO (quello in foto, della HDR company) distribuito non a caso anche attraveso il circuito delle farmacie (dunque già di per sè una garanzia!), oppure acquistabile anche on line.  Questo il sito di riferimento http://www.hdrcompany.com/aloe-padre-romano-zago/     Molto probabilmente se chiedete a qualche oncologo, vi deriderà, e allora voi a quel punto direte: “Ho letto che esistono chemioterapici al cui interno si trova l’aloe…”. Non vi derideranno più, state pure certi !

Come funziona l’Aloe Arborescens – La preparazione classica, scoperta dal religioso brasiliano appartenente all’Ordine dei Frati Minori  e promotore della diffusione dell’aloe per il trattamento dei tumori e di altre patologie degenerative, consente, grazie alle sostanze in esso contenute (acemannano, antrachinoni) di stimolare la formazione di macrofagi e linfociti. Non a caso, assumendo già solo un ciclo di Aloe Arborescens si riscontra un aumento della popolazione cellulare natural Killer di oltre il 28 per cento e dei linfociti B nella stessa percentuale, con punte che arrivano a toccare addirittura l’80 per cento, stando a studi effettuati e citati nel testo Prevenire e curare il canro (Paolo Giordo, edizioni Terra Nuova). Sempre dopo l’assunzione di aloe “si segnala il decremento della proteina C reattiva (PCR) che si forma in presenza di reazioni infiammatorie dell’organismo; ciò depone a favore di un’azione antinfiammatoria dell’aloe. Sappiamno – scrive il medico nel libro citato – come le infiammazioni croniche rappresentino la base patogenetica di inizio di molti tumori”.  Anche nei pazienti in chemioterapia l’uso dell’aloe è consigliato vivamente in quanto contribuisce a limitare gli effetti collaterali, come scrive il medico, e i danni tessutali indotti dalla chemio, stimolando le forze di adattamento e le difese dei pazienti che, in tal modo, sopportano meglio il peso di tali terapie.

Come assumerlo – E’ consigliabile assumere il prodotto nelle quantità di un cucchiaio da cucina o un misurino (10 ml) con qualche minuto di anticipo rispetto ai pasti principali (3 volte al giorno), agitando sempre il flacone prima dell’uso.

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