Synchrolevels, tumori reversibili

Il ricercatore Pier Mario Biava è il ‘padre’ del Synchrolevels, prodotto che contiene estratti da embrioni di Zebrafish (un pesce tropicale) raccolti ed emulsionati negli stadi di medio-blastula-gastrula. Anni e anni condotti a studiare la possibilità di riprogrammare le cellule tumorali in cellule normali: e gli studi confermano la linea. Biava è infatti l’antesignano in Italia di un nuovo paradigma di Medicina: le cellule maligne non sempre richiedono di essere asportate, irradiate o distrutte chimicamente: possono essere riprogrammate verso il normale funzionamento. Il cancro è una patologia reversibile.
I primi passi li ha mossi con un team di ricerca all’Università di Trieste, per poi continuare all’Università La Sapienza fino a collaborare con oncologi del Niguarda e con Centri di biologia molecolare. I risulati della ricerca sono stati pubblicati su Oncology Research (dicembre 2005), ricerche confermate anche negli ultimi anni (fra cui alcune condotte dal Children Hospital di Chicago)
I fattori di differenziazione delle cellule staminali (estratti dall’embrione di Zebrafish) sono contenuti in questo prodotto nutraceutico (integratore alimentare) chiamato Synchrolevels che si trova in tutte le farmacie. Si tratta di una soluzione in cui i fattori di differenziazione sono contenuti a basso dosaggio: tali fattori sono piccole molecole che possono essere assorbite sotto la lingua. La terapia si effettua in questo modo: si somministrano 40 gocce da tenere sotto la lingua per 1 minuto 3 volte al giorno (quindi in totale nella giornata si somministrano 120 gocce (ore 9, 13, 21), non ha importanza se prima o dopo i pasti in quanto l’assorbimento è sub-linguale.Il prodotto non è tossico e non provoca effetti collaterali negativi. Si può somministrare con le altre terapie antitumorali, quali la chemioterapia, in quanto compatibile con tutti gli altri trattamenti.
Di solito anzi vi è un’azione di potenziamento con i chemioterapici ed in ogni caso ne vengono ridotti gli effetti collaterali. Il prodotto comunque può essere somministrato non solo con i chemioterapici, ma con qualsiasi altra terapia. Il trattamento è un po’ lento ad agire in quanto i fattori somministrati sono a basso dosaggio: pertanto normalmente i primi effetti si verificano dopo circa un mese e consistono inizialmente in un miglioramento del performance status e della qualità della vita. Poi in circa il 36% dei pazienti si verifica un rallentamento della malattia od una regressione: ad esempio nei pazienti con epatocarcinoma abbiamo verificato in uno studio randomizzato e controllato durato 40 mesi su 180 pazienti: 20% di regressioni e 16% di non progressioni con un aumento significativo della sopravvivenza, dichiara Biava. Il prodotto funziona anche nel tumore dellavescica e una casistica positiva esiste anche per i seguenti tumori: mammella, glioblastoma multiforme, neuroblastoma, tumore del colon, tumore del pancreas, dell’esofago, tumore della prostata e del rene, dell’ovaio, del polmone.
L’inibizione della crescita cellulare si è verificata nel 73 per cento del glioblastoma al 26 per cento del melanoma. Un incremento del performance status si è registrato nella grande maggioranza dei pazienti, 82,6 per cento.

Com’è nata la scoperta: Negli studi sul modello animale da laboratorio, un pesce classificato come Brachydanio Rerio più comunemente conosciuto come Zebrafish, per le ricerche sulla nascita e sviluppo dei tumori, Pier Mario Biava scoprì che mentre i tumori impiantati nell’organismo di Zebrafish crescevano e proliferavano, impiantati nelle sue uova venivano in qualche modo ostacolati fino a sparire. Lo scienziato cercò quali sostanze all’interno delle uova di Zebrafish avevano queste proprietà. Trovò che alcune sostanze proteiche all’interno delle uova svolgono proprio il ruolo di programmare le staminali affinchè compiano il giusto percorso di sviluppo. Così, ipotizzando che le cellule tumorali abbiano origine da cellule staminali alterate, capì che attraverso la somministrazione di queste sostanze a bassissime concentrazioni è possibile riprogrammare le cellule staminali tumorali.

Per l’arresto della crescita tumorale – scrive Pier Mario Biava – risultano determinanti gli eventi differenziativi, ovvero i momenti che caratterizzano il passaggio da uno stadio di maturazione cellulare a quello successivo. I meccanismi molecolari responsabili del rallentamento della crescita tumorale sono diversi in rapporto ai diversi tipi di tumore, ma tutti portano ad un unico evento fondamentale: il blocco del ciclo cellulare. Ciò avviene perché molecole fondamentali, che controllano il ciclo cellulare, quali il gene oncorepressore p53 e la proteina del retinoblastoma pRb, vengono regolate dai fattori di differenziazione delle cellule staminali. Esse determinano l’arresto del ciclo cellulare e di conseguenza della moltiplicazione tumorale. Durante l’arresto vengono riparati i danni genetici, che sono all’origine della malignità e le cellule si ri-differenziano, oppure, se le mutazioni non sono riparabili, vengono attivati i geni della morte cellulare spontanea – apoptosi – e le cellule muoiono (…) Quando le mutazioni sono molto numerose e non sono tutte riparabili, l’oncorepressore p53 causa la morte programmata di tutte le cellule quando le cellule tumorali vengono poste in contatto con i fattori di differenziazione delle cellule staminali: i danni vengono riparati oppure i danni sono troppo gravi per essere riparati ed esse muoiono (…) Da questo punto di vista il cancro risulta una patologia reversibile”
(tratto da Il cancro e la ricerca del senso perduto, Pier Mario Biava, Springer)

Per approfondire www.reprogramcells.com

Leggi il documento New-Paradigm-and-Reprogramming-of-Cancer-Cells

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23902251 (qui si può leggere la regressione dell’epatocarcinoma trattato anche con Synchrolevels)

http://www.octopusmed.it/Prevenzione_Secondaria/Terapie_integrate/Synchrolevels.aspx

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