PREVENIRE, BENESSERE PER TUTTI!

Prevenire, benessere per tutti!

Ringraziamo il dottor Eugenio Sclauzero per questo prezioso contributo per il nostro progetto Staresani!

Tutte le persone puntano al benessere psico-fisico, ma purtroppo questo è un concetto interdisciplinare, frutto di molte variabili che interagiscono fra loro. Mente e corpo sono strettamente interconnessi e si integrano l’una con l’altro, pertanto un corpo fisiologicamente sano, più facilmente agevolerà una corretta funzione della psiche; purtroppo però, è vero anche il contrario: un corpo non sano più facilmente influenzerà negativamente anche la psiche.

Risulta pertanto palese prestare attenzione a tutti gli aspetti psico-fisiologici che governano il corpo, mantenendoli in equilibrio fra loro. Lo stress ossidativo è un buon esempio di come il concetto di omeostasi e di equilibrio vada mantenuto a qualsiasi costo: le Specie Reattive dell’Ossigeno (ROS) sono molecole al tempo stesso dannose per le cellule (un loro eccesso può portare a morte la cellula), ma anche utili per contrastare i microrganismi che violano le nostre barriere primarie eliminandoli. Normalmente questa bilancia ossidativa viene regolata internamente dal nostro sistema immunitario e dalla costante assunzione di molecole protettrici come antiossidanti, vitamine e sali minerali affiancati ad un corretto stile di vita che preveda anche un minimo di esercizio fisico.

Qualora questo equilibrio venga perso (stress, abitudini alimentari sbagliate, malfunzionamenti metabolici, acidosi tessutale), in presenza di eccessivi quantitativi di acidosi e di ROS il corpo riuscirà a limitare e tamponare i danni solo per brevi periodi dopo di che tale danno diventerà irreparabile e porterà le nostre cellule alla morte (sindromi infiammatorie, malattia neurodegenerative, cancro…).

Fortunatamente tutte queste conoscenze si stanno velocemente diffondendo, non solo in ambito medico-universitario e ospedaliero, ma anche tra la gente comune e stanno trovando specifici campi di intervento proprio nell’ambito preventivo ed un aspetto che ci deve far pensare in positivo è che il corpo ha una incredibile potenzialità di rigenerazione e recupero, qualora corretto e stimolato nella giusta maniera.

Il compito fondamentale del medico è quello di studiare la situazione in maniera opportuna, sempre in forma scientifica, evitando un eccessivo interventismo, ma garantendo contemporaneamente una rigorosa precisione accompagnata da elevata sensibilità e specificità.

Per fare ciò bisogna utilizzare degli strumenti adatti, che ci facciano capire velocemente ed in maniera efficace dove e come possiamo intervenire e quali siano le migliori priorità di intervento.

I comuni esami del sangue sono uno straordinario strumento di indagine, ma essendo delle valutazioni di tipo lesionale ci segnalano i problemi quando abbiamo già un danno. Pertanto se vogliamo lavorare in prevenzione dobbiamo “leggere” la situazione clinica prima che il danno si palesi, quando ancora le cellule sono fisiologicamente in vita.

Questo approccio può essere attuato se prestiamo attenzione a quelli che nella cultura anglosassone vengono definiti M.U.S. o Sintomi Vaghi ed Aspecifici (ad esempio sonnolenza diurna, difficoltà nell’addormentamento, risvegli frequenti, difese immunitarie basse o allergie, alterazione del tono dell’umore, alterazioni del peso, ecc.): questi non indicano di per sé una specifica situazione patologica, ma sono frutto, nella maggior parte dei casi, di piccole alterazioni nell’equilibrio fra le due componenti del Sistema Nervoso: l’Ortosimpatico, ovvero la componente associata alla “lotta e fuga” ed il Parasimpatico, associata al contrario al “digerisci e riposa”. Molte volte può succedere che questi sintomi non vengano riconosciuti correttamente o che vengano sottovalutati e trascurati, non dando molte volte eccessivamente peso alle richieste diagnostico-terapeutiche del paziente.

L’approccio alla persona deve quindi essere personalizzato e multidisciplinare, capace di leggere con anticipo la situazione del soggetto in esame per evitare sequele indesiderate:

  1. un primo step fondamentale è dato dall’analisi bio-impedenziometrica della composizione corporea, esame ad oggi facilmente disponibile, che ci garantisce una stima affidabile dei livelli di idratazione (fondamentali per l’eliminazione degli acidi) della composizione dei tessuti del soggetto, delle loro proporzioni e, indirettamente, di come stanno funzionando;

  2. un secondo esame utile all’indagine funzionale è l’AMP-BioPromin, espressione dinamica a 360 gradi della fisiologia del soggetto (scannerizzazione completa con 135 parametri calcolati) che ci aiuta a capire come gli organi, ma in generale i processi fisiologici interni, stiano funzionando;

  3. un terzo esame di ulteriore approfondimento fisiologico può essere ottenuto avvalendoci dell’Analisi Minerale Tessutale del Capello (Mineralogramma: un esame effettuato su un piccolo campione di capelli), che ci aiuta a capire attraverso i rapporti dei vari minerali presenti nel corpo come sia l’andamento, da un punto di vista endocrino/metabolico (soprattutto per quanto riguarda la tiroide ed i surreni), all’interno delle cellule. Questo test, infatti, dosa i minerali a livello “intracellulare” a differenza dei comuni esami di laboratorio eseguiti su sangue, liquor, urine e feci che, viceversa, forniscono dati reperiti a livello “extracellulare”. Sebbene validi, questi ultimi possono però fluttuare in seguito ai normali ritmi circadiani, alle tecniche di campionamento e/o prelievo, ad eventuali esercizi fisici svolti, alla presenza d’infiammazioni acute o croniche o ad infezioni, alla presenza di neoplasie o forte stress. Per quanto anzidetto, non necessariamente i valori riscontrati nel Mineralogramma sono sovrapponibili a quelli dei liquidi biologici.

  4. se poi vogliamo meglio approfondire anche le componenti psico-emozionali ed energetiche della persona allora ci si può avvalere di un ulteriore apparecchiatura (SCIO) che permette l’analisi in Biorisonanza delle frequenze corporee, per un riequilibrio impeccabile, sia fisico che psichico.

A tutto ciò va sempre associato un programma alimentare ed un approccio integrativo personalizzato, in maniera tale da ottenere il massimo risultato ritagliato ad hoc direttamente sulla persona che abbiamo di fronte.

Tutte queste indagini, essendo molto specifiche e tarate sul singolo individuo, possono essere usate per migliorare il proprio stato di benessere o per incrementare la performance sportiva, ma, all’occorrenza, anche da chi ha già patologie in corso per ottenere un sostegno attivo e specifico correlato alla malattia di cui soffre e che lo ha portato lontano dal Benessere.

La vera differenza viene data dalla consapevolezza di sé e dal capire che ogni persona è diversa da un’altra, che ognuno necessità di obiettivi differenti, e pertanto, ogni diagnosi e ogni terapia devono avere come oggetto di studio l’individualità della persona, con il proprio stato di Salute e Ben-Essere, dove quest’ultimo va inteso come lo stare bene con se stessi e non la semplice assenza di malattia.

In una visione più olistica, quindi, non esistono protocolli terapeutici in funzione di una diagnosi sintomatologica, ma dietro ad ogni diagnosi e ad ogni terapia, c’è un “individuo” unico ed irripetibile con il suo passato, i suoi vissuti e le sue emozioni, le sue delusioni e le sue aspirazioni che in quel momento può aver alterato, per mille motivi, il più delle volte inconsapevolmente, il proprio stato di salute. Ecco allora che l’unico “protocollo terapeutico” indispensabile sarà quello di saper ascoltare empaticamente ogni persona, accarezzandone i vissuti, immedesimandosi nelle sue problematiche ed individuando i deficit fisici o psichici che lo stanno destabilizzando. Se questo riusciamo a fare, capire quale rimedio o integratore sarà più indicato per ogni paziente non sarà un problema, ma diventerà qualcosa di automatico come quando al mattino, uscendo da casa, se piove o se nevica, prendiamo l’ombrello. Infatti l’intervento del medico dovrebbe essere orientato a rafforzare la naturale tendenza dell’organismo all’autoconservazione (potere di autoguarigione insito in ogni persona) e questo intervento esige arte medica dove la guarigione non si ottiene con l’applicazione di un protocollo standardizzato di integrazione o peggio ancora sobbarcandolo di farmaci, ma è il “restauro” di un quadro clinico unico ed individuale perchè “la materia sulla quale il medico esercita la sua arte è già di per sé un’opera d’arte: è la persona stessa!”

In collaborazione con il dr. Eugenio Sclauzero

Share
This entry was posted in Alimentazione, Informazioni, Notizie, Testimonianze. Bookmark the permalink.