Picco glicemico sos malattie

Picco glicemico sos malattie. Il picco glicemico, è risaputo ormai, è pericoloso: gli zuccheri si legano alle proteine alterando la loro funzione. Tutte le proteine del sangue tendono ad agganciare lo zucchero. Sempre più spesso si sostituisce la misurazione della glicemia a riposo con quella dell’emoglobina glicata, ovvero la proteina del sangue che trasporta ossigeno e ha agganciato lo zucchero. Il corpo produce insulina (ormone che scatena l’assorbimento dello zucchero) per tentare di difendersi dallo zucchero che circola nel sangue. Anche il fegato cerca di raccogliere le molecole di zucchero in circolo, al pari dei tessuti periferici con l’obiettivo di abbassare la concentrazione glicemica. Quindi, ad ogni picco glicemico il corpo risponde con un picco insulinemico che provoca molte reazioni sfavorevoli per la salute: determina un accumulo di grassi nel tessuto adiposo e le cellule adipose rilasciano molecole infiammatorie (adipochine) che hanno un ruolo anche nelle malattie cardiovascolari e nell’infiammazione. Queste molecole infiammatorie, in altre parole, fanno vivere di meno. Quando i picchi di insulina sono frequenti, allora si crea la resistenza all’ormone. Le cellule non rispondono più all’insulina, il che significa trovarsi nell’anticamera del diabete di tipo 2. E al diabete si associano anche malattie cardiovascolari che possono portare al decesso. Come possiamo fare? Innanzitutto riducendo gli zuccheri fino ad eliminarli (si può zuccherare con malto d’orzo o di riso), mangiando molte fibre (che impediscono l’assimilazione di grandi quantità di zuccheri liberi) e cereali integrali (pasta e riso integrali, associare carboidrati con verdure o legumi).  Attenzione: anche l’alcol fa salire rapidamente il picco glicemico…

Categoria: Alimentazione, Informazioni, Notizie.

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