Nutriamoci con cuore più cervello

 

NutriAMOci con cuore più cervello!

Questo il titolo del libro sul Metodo Marta Ciani a doppia firma, quello della biologa nutrizionista e della giornalista scientifica Irene Giurovich, lanciato a Pordenonelegge, in collaborazione con l’oncologo del Cro di Aviano, Massimiliano Berretta. Pubblicato da Edizioni Segno, che ha inaugurato una collana dedicata al benessere e all’alimentazione, il libro si presenta come un vero e proprio pronto soccorso per chi è alla ricerca di risposte nel campo alimentare (l’appuntamento a Udine è per il 19 ottobre alle ore 18 alla Libreria Friuli). Si candida a diventare il vademecum su come prevenire le malattie, impostare un percorso di corretta alimentazione, gestire lo stress in generale. Le emozioni influenzano la salute, per questo il ‘Metodo Marta Ciani’ oggetto del libro affronta anche la tematica della neurochimica delle emozioni. Grazie all’innovativo Metodo Marta Ciani, fondato sul mix di test genetici e test mirati ad analizzare il microbiota intestinale (DBS Test) messi a punto con genetisti di fama europea, il lettore potrà familiarizzare con lo schema alimentare personalizzato e riuscire ad intervenire tempestivamente, abbassando i fattori di rischio per non ammalarsi. Il tipo di alimentazione risulta determinante sia nel mantenere i meccanismi di regolazione cellulare e genetica sia nell’agevolare l’insorgenza di malattie se si mangia in maniera errata e contraria ai propri geni. Il cibo è il fattore ambientale decisivo con cui regoliamo o distruggiamo la nostra salute: in media, durante la nostra vita, immettiamo nel nostro corpo dalle 30 alle 40 tonnellate di alimenti.

NutriAMOci con cuore più cervello, che si candida a diventare un libro adottato anche dagli Istituti superiori, è un cammino che si snoda in tre capitoli: il primo è una sorta di Introduzione all’Alimentazione con i riferimenti agli studi più importanti, alle raccomandazioni delle società scientifiche, al caposaldo della vera dieta mediterranea, con l’immancabile apertura del testo proprio su movimento e attività fisica, ancelle indispensabili della corretta nutrizione; il secondo capitolo accompagna il lettore dentro il Metodo Marta Ciani che congiunge gli innovativi test con una presa in carico integrale del paziente (il lettore troverà molti riferimenti anche agli aspetti psicologici e alle modalità di supporto tramite Biorisonanza, campane tibetane, percorsi motivazionali e meditativi); il terzo capitolo raggruppa tutte le iniziative pubbliche a carattere gratuito che vedono impegnate le autrici del libro. La combinazione di cuore e cervello farà sì che il nutrirsi diventi il nostro nutri-Amarsi.Oggi, alcune patologie cronico-degenerative, tra cui quelle cardiovascolari e il cancro rappresentano le prime 2 cause di morte nei Paesi occidentali, Italia compresa. Abbiamo circa mille nuovi casi di cancro al giorno e seguendo una corretta alimentazione (Dieta Mediterranea docet) e sano stile di vita si potrebbe ridurre di oltre il 30% questa triste statistica, scrive nella Prefazione l’oncologo del CRO, dr. Massimiliano Berretta.

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ALIMENTAZIONE CONTRO CANCRO

ED ECCO LA SECONDA PARTE DELL’INTERVISTA ALL’ONCOLOGO DEL CRO DI AVIANO, DOTTOR MASSIMILIANO BERRETTA

Chi segue una dieta vegetariana è meno esposto a certe patologie?

Confermo che si registrano meno casi di tumori fra i vegetariani. Questi ultimi spesso necessitano di un supporto per compensare determinate carenze vitaminiche. Certo è che dal punto di vista genetico noi siamo molto più vicini agli erbivori. Infatti, il nostro intestino è lungo come quello degli erbivori e si spiega così la correlazione fra l’elevato consumo di carne rossa e i tumori che colpiscono intestino e colon. Il processo digestivo della carne, a causa della sua putrefazione e delle molecole che vengono rilasciate, acidifica i tessuti. Le feci con Ph acido causano un’infiammazione nell’intestino; questo fenomeno non avviene, ad esempio, nei felini poiché il loro intestino è corto, quindi il transito è veloce. Frutta e verdura non determinano, al contrario, al pari dei cereali integrali o dei legumi, alcun tipo di acidificazione, quindi non c’è alcun danno alla mucosa, semmai anzi una protezione. Per quanto riguarda l’alimentazione durante la patologia tumorale, che deve essere priva di ogni alimento infiammatorio o pro-infiammatorio, si è visto, ad esempio, che le donne con patologie ormono-sensibile che aderiscono ad un regime alimentare basato su fibre, frutta, verdura, legumi, cereali integrali, hanno migliori risultati in termini di sopravvivenza”.

Dottore, ma a quale dieta mediterranea dobbiamo far riferimento, visto che di piramidi esistono diverse tipologie e non sempre, purtroppo, collimanti fra loro…?

‘Dieta Mediterranea è stata coniata dal fisiologo americano e nutrizionista Ancel Keys che, quando sbarcò in Italia, precisamente a Paestum, al seguito della quinta Armata, nel 1944 fu colpito dalle abitudini alimentari della popolazione. Approfondì gli studi sugli effetti dell’alimentazione meridionale del tempo, prima del boom economico ovviamente, e le correlazioni con le malattie del benessere, ovvero ipertensione, arteriosclerosi, diabete, tutte le malattie cardiovascolari e non solo…

Il dott. Keys, negli anni Cinquanta, partendo dall’osservazione delle abitudini alimentari delle popolazioni rurali del meridione, elaborò la concezione che la bassa incidenza di malattie cardiovascolari fosse dovuta al tipo di alimentazione che queste popolazioni adottavano per tradizione secolare. La Dieta Mediterranea prevede proprio questo: alimentazione quotidiana a base di pane, pasta, riso (integrali), legumi, frutta secca, semi, verdure, frutta, poco formaggio (una volta a settimana, ma anche una volta ogni 2 settimane erano ‘permessi’ i cibi di lusso alcuni dei quali erano ricchi di grassi: salumi, pesce, carni, dolci). Il tutto era integrato da una sana e diffusa attività fisica (oggi assai scarsa…). Potendo scegliere, consiglio anch’io, sulla scorta di quanto ribadisce lo stesso Berrino, di optare per cibo biologico e a km zero

Quindi grazie alla Dieta mediterranea, dichiarata patrimonio immateriale dell’Unesco dal 2010, si vive di più e meglio?

I superpoteri della Dieta Mediterranea derivano dal giusto ed equilibrato apporto di sostanze antiossidanti con l’alimentazione. Gli antiossidanti possono essere definiti come tutte quelle sostanze che sono in grado di contrastare le reazioni chimiche di ossidazione che nell’organismo sono provocate da radicali liberi. Senza l’azione degli antiossidanti, si produrrebbero in continuazione danni alle strutture cellulari e verrebbe alterato il funzionamento di alcune molecole molto importanti a livello biologico, come le proteine. I composti chimici che formano gli antiossidanti sono per una parte sintetizzati all’interno del corpo e per l’altra assunti attraverso l’alimentazione. Tutte le prove scientifiche, e ormai ce ne sono tante, dimostra che si tratta di una dieta particolarmente ben equilibrata che ha come effetto la diminuzione del rischio delle più importanti patologie oggi cause di morte e, di conseguenza, l’allungamento della vita non solo in senso assoluto, che significa vivere il maggior numero di anni, ma soprattutto di vita in salute, cioè vivere di più e meglio”

Aderire alla dieta mediterranea comporta anche un miglioramento delle funzoni cerebrali?

Sì. Un recente studio ha evidenziato che questo tipo di regime alimentare è in grado di proteggere il cervello dall’atrofia cerebrale tipica dell’invecchiamento, ringiovanendolo di ben cinque anni. La ricerca, pubblicata sulla rivista Neurology, ha dimostrato su un vasto gruppo di ottantenni rappresentativi di varie razze (neri americani, caucasici, latini) senza segni di demenza, il ruolo benefico della Dieta Mediterranea. I partecipanti (su base volontaria) allo studio, dopo aver compilato il questionario, utile ad acquisire le loro abitudini alimentari, venivano sottoposti ad una risonanza magnetica cerebrale. I dati ottenuti dalla risonanza magnetica cerebrale venivano correlati al grado di aderenza alla Dieta Mediterranea e a tutta una serie di altri parametri (età, sesso, etnia, indice di massa corporea, presenza o meno di diabete, grado di funzioni cognitive e livello di istruzione) e da questa analisi è emerso che le persone che aderiscono più fedelmente alla Dieta Mediterranea hanno un volume cerebrale complessivo maggiore, il che significa mantenere maggiori capacità cognitive e andare incontro ad un invecchiamento più lento rispetto alle altre persone”.

Alcune realtà ospedaliere italiane, vedasi la Lombardia, hanno introdotto una sperimentazione, grazie al progetto Be4Eat, che prevede la possibilità del menù vegetale e integrale. I risultati sono clamorosi. Nelle mense delle scuole di Milano già dal 2005 sono stati banditi le carni conservate, il prosciutto cotto e tanti altri alimenti molto usati nella ristorazione collettiva, e ciò è avvenuto in base ai suggerimenti del professor Franco Berrino, epidemiologo, oncologo, già direttore del Dipartimento di Medicina preventiva e predittiva dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano. Secondo lei queste tipologie di sperimentazione potrebbero essere estese anche ad altre realtà ospedaliere, oncologiche e non, anche qui in Friuli?

Sicuramente bisognerebbe rivedere in tal senso i menù delle mense scolastiche, ospedaliere, aziendali, in linea con le indicazioni del Codice europeo contro il cancro e con la piramide della Dieta Mediterranea”.

 So che in Italia ci sono realtà dove vengono proposte medicina complementare?

Premetto che molti pazienti, soprattutto quelli oncologici, di fronte a diagnosi di patologie a prognosi infausta cercano oggi più che mai aiuto e speranza anche in percorsi terapeutici non convenzionali e questo potrebbe spesso indurli in errori di valutazione/scelta sul trattamento più adeguato. Il cancro oggi più che mai è considerato il male del secolo e che si sperava di sconfiggere entro il 2000, purtroppo l’obiettivo della guarigione non è ancora stato raggiunto anche se molti passi avanti sono stati fatti sia nel campo della prevenzione, diagnsotica e terapie innovative.

Il mio desiderio è che i pazienti non abbandonino la medicina ufficiale per affidarsi a cure prive di alcun fondamento clinico-scientifico e spesso praticate da figure “professionali” discutibili (dal punto di vista medico) come ad esempio i naturopati. Io credo che oggi si debba dare ai pazienti la possibilità di affiancare al percorso convenzionale intrapreso grazie alla medicina ufficiale anche un cammino, di libera scelta (terapie complementari), inserito in un contesto di struttura ospedaliera, quindi controllato, sull’esempio di quanto avviene da molti anni nell’ospedale di Merano. Qui esiste un intero reparto di medicina complementare, dedicato al supporto del paziente oncologico e non con l’aiuto di terapie complementari e di provata efficacia (agopuntura, aromaterapia ecc.. ecc..), in grado di migliorare la qualità di vita dei pazienti (oncologici soprattutto) durante e dopo i trattamenti standard convenzionali. Si tratta di cure a carico del sistema sanitario regionale. I pazienti sono felicissimi. Queste tecniche sicuramente possono migliorare la qualità di vita e l’outcome del paziente. Sono percorsi supervisionati da persone competenti, medici, biologi, con competenze scientifiche.

Per quanto riguarda Aviano, da tempo stiamo monitorando gli aspetti clinici dei pazienti oncologici guariti, grazie all’ambulatorio (ORA) aperto a tutti e ad accesso gratuito. L’attività ambulatoriale per questi pazienti prevede anche la valutazione dello stile di vita e degli aspetti nutrizionali dopo il cancro. L’obiettivo è quello di seguirli anche nella dieta e nella tipologia di controlli post-malattia in modo che ci sia un check-up costante, personalizzato e programmato.

Purtroppo chi ha avuto il cancro ed è guarito troppo spesso si ritiene, erroneamente, immune da qualsiasi altra malattia, tumorale o meno, e invece anche l’ex ammalato oncologico dichiarato guarito rientra comunque nella classificazione dei rischi di sviluppare nuovi tumori caratteristici della popolazione che non si era ammalata prima. Per spiegarmi meglio: posso avere un paziente che 15 anni fa ha sviluppato un linfoma è guarito, ebbene a 50 anni comunque avrà lo stesso rischio di insorgenza di tumori, più frequenti in quell’età.

Inoltre, chi ha avuto un tumore e, ad esempio, è stato trattato con radioterapia, ha un rischio più elevato di sviluppare, molti anni dopo, un tumore così detto radioindotto, cioè causato dalle radiazioni. In questi casi si predispongono controlli ad hoc per evitare di scoprire troppo tardi l’insorgenza di patologie oncologiche”.

Irene Giurovich

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ONCOLOGO BERRETTA, CRO: NUTRIAMO LA VITA VS CANCRO!

 

CONTRO IL CANCRO, NUTRIAMO LA VITA!

Prima puntata dell’intervista all’oncologo del Cro di Aviano, dottor Massimiliano Berretta

L’alimentazione è fondamentale sia nella prevenzione dei tumori ma anche come strumento di supporto quando la patologia oncologica si è manifestata.

In quest’intervista, che pubblichiamo in due puntate, l’oncologo Massimiliano Berretta, che esercita la sua missione al CRO di Aviano, spiega le verità scientifiche che ha sintetizzato nel libro NutriAmo la vita. Suggerimenti per un corretto stile di vita, prima, durante e dopo la malattia tumorale, vademecum di immediata e chiara consultazione che il dottor Berretta regala a tutti i suoi pazienti e, quando viene chiamato dalle scuole per parlare di dieta mediterranea e alimentazione anticancro, dona agli Istituti.

  1. Professor Berretta, come la mettiamo con il ritornello “Mangia quello che vuoi” che troppe volte gli ammalati di tumore si sentono dire proprio dai medici?

Purtroppo è vero. Spesso si sente dire così. Non vengono dati suggerimenti né a favore né contro una dieta anticancro in quanto tale, poiché una dieta anticancro non viene indicata da molti medici. Questo dipende anche dalle differenti sensibilità, dalle competenze… io personalmente suggerisco ogni giorno nella mia attività clinica – oltre ad aver messo per iscritto i contenuti della scienza nutrizionale applicata al campo oncologico – quali sono le indicazioni per uno stile di vita corretto che il malato oncologico è opportuno segua. Purtroppo poche volte i medici affrontano queste tematiche che ritengo siano indispensabili, anche perché i pazienti stessi formulano domande e la risposta generica o le non-risposte non sono accettabili né ammissibili in quanto gli studi seri sono stati compiuti e i pazienti hanno modo di informarsi…”.

2)La reazione frequente di questi medici che purtroppo non forniscono le risposte o non-risposte, quando parli con loro degli studi scientifici condotti dall’epidemiologo Franco Berrino, oppure da Campbell in The China Study, è improntata all’incredulità, come se non si dovessero seguire questi autori e simili (come ad esempio i ricercatori e medici Filippo Ongaro, Valter Longo etc). Che ne pensa?

Il professor Franco Berrino e anche gli altri ricercatori hanno condotto studi con una ben precisa metodologia e un altrettanto rigoroso metodo scientifico (si pensi allo studio EPIC, ad esempio) pertanto non possono non essere accettati in ambito medico. Concordo con il professor Berrino relativamente alle battaglie contro i cibi processati chimicamente, ovvero i cibi raffinati (le farine raffinate non vengono riconosciute dall’organismo!), i cibi elaborati, industrialmente manipolati. Bisogna contrastare questo mercato dilagante che danneggia la salute, come pure lo zucchero raffinato che si trova ovunque, anche con altre diciture, quali, ad esempio, fruttosio, glucosio, sciroppo di glucosio, sciroppo di mais simili. Io dico: torniamo ad alimenti genuini, non processati chimicamente, insomma naturali.

Quanto al libro di Campbell e ai lavori condotti da lui e dal figlio non si può che concordare, visto che hanno dimostrato quanto rilevato da altri studi epidemiologici, ovvero che quando una popolazione si trasferisce in un paese in cui vigono altri stili di vita alimentari, essa sviluppa lo stesso rischio di sviluppare patologie tipiche della popolazione locale. Pensiamo agli afro-americani che si trasferiscono in paesi occidentali: nell’arco di una generazione sviluppano lo stesso rischio della popolazione del nuovo paese: tumori al polmone, mammella, intestino. Lo stile di vita interferisce su quelle che sono le patologie cronico-degenerative (tumori, eventi cardiovascolari, diabete, demenze, sindrome metabolica).

3)Da oncologo qual è il suo pensiero sul ruolo dell’alimentazione come fattore di prevenzione prima e come fattore di aiuto alla cura dopo che la patologia tumorale è insorta?

E’ delicato asserire che se cambi regime dietetico durante la malattia allora guarisci. Sicuramente, però, il paziente oncologico che, in qualsiasi fase della malattia, cambia alcuni aspetti alimentari (riduce drasticamente i grassi che derivano dalle proteine animali, mangia cereali integrali, consuma alimenti ricchi di vitamine e anti-ossidanti), trae un notevole miglioramento anche come risposta alle terapie. Si riesce anche, come effetto benefico di una dieta che prediliga le proteine vegetali rispetto a quelle animali, a ridurre gli effetti collaterali della chemioterapia (come, ad esempio, mucositi, coliti, diarrea, etc), a migliorare l’assetto lipidico, a limitare la stanchezza. Il tutto senza dimenticare un minimo di attività fisica che deve essere svolta anche dal paziente oncologico. Questo schema riattiva i meccanismi del benessere”.

4)L’epidemiologo Franco Berrino ripete in tutti i suoi scritti che un’alimentazione prevalentemente integrale e vegetale, unitamente al movimento, è un’assicurazione sulla vita. Anche i ricercatori Beliveau e Gingras, nel libro Vivere anti-cancro, riportano molti studi che confermano il rischio notevolmente aumentato di incorrere in un tumore da parte di chi consuma molte proteine di origine animale (carni, latte, latticini); addirittura 4 volte maggiore rispetta a chi consuma principalmente proteine vegetali.…concorda?

Sicuramente lo stile di vita influisce sui geni. E visto che il tumore è un’alterazione genetica…Mangiare male, troppe proteine animali, troppi zuccheri, cibi pronti, cibo-spazzatura, bevande gassate, sicuramente silenzia, mette a tacere i geni del benessere e della rigenerazione che tutti noi abbiamo. Lo stile di vita sano consente di riattivare quelle funzioni che predispongono l’organismo al benessere: ad esempio al paziente iperteso che è anche in sovrappeso basta perdere 7-8 chili e già si contribuisce a ridurre la pressione arteriosa di 10-15 punti. Si tratta di evidenze cliniche. Confermo che l’eccessivo consumo di proteine animali accresce il rischio di cancro Chi vive mangiando correttamente e facendo movimento presenta dei parametri biologici migliori. Un recente studio ha dimostrato che spendendo 1 solo euro in informazione ai ragazzi su dieta sana e sport, il vantaggio è di 1 a 7, ovvero 7 euro in più nelle casse dello Stato quanto a ricoveri e/o trattamenti che non vengono fatti perché la gente ha imparato come nutrirsi e come restare attiva fisicamente. Quanto poi ai cibi che inducono l’infiammazione, è un dato scientifico che si tratta sostanzialmente dei prodotti di origine animale quali carni, insaccati, formaggi, uova; inoltre sono da considerare pro infiammatori (ovvero che scatenano le infiammazioni) le patatine fritte, i grassi idrogenati (margarine), dolciumi, bevande zuccherate, farine raffinate e tutti gli alimenti che contengono sciroppo di glucosio-fruttosio o fruttosio come ingrediente. Il nemico dei bambini e dei ragazzi è il fruttosio presente in sciroppi, dolcificanti largamente impiegati nell’industria nelle varie preparazioni alimentari quali merendine, snack, succhi di frutta, marmellate, caramelle… Si pensi che una sola lattina di bevanda zuccherata contiene il doppio della quantità giornaliera di fruttosio indicata per l’età pediatrica e una merendina circa il 45% in più. In Italia bisognerebbe introdurre, come ha legiferato la Pennsylvania prima e l’Inghilterra poi, la tassa sulle bevande gassate e zuccherate, la cosiddetta soda tax: ogni anno la California incassa 91 milioni di dollari che vengono reinvestiti interamente in programmi di informazione ed educazione alimentare e sportiva rivolti primariamente ai ragazzi in età scolare. Purtroppo qui in Italia le Istituzioni sono poco attente e non si occupano di questo tipo di educazione fondamentale da cui dipende il livello di salute e di malattia delle nostre generazioni e di quelle future. Dal mio punto di vista si dovrebbe anche introdurre nelle scuole una materia obbligatoria: Alimentazione e corretti stili di vita. In questo modo risparmieremmo molti soldi pubblici spesi per farmaci, ricoveri e cure da reinvestire in programmi di crescita, di sviluppo e di educazione dei più giovani”.

  1. Eppure qui da noi si fa ancora troppa poca informazione…

Siamo l’unico Paese in Europa a non investire nelle scuole in Educazione alimentare e Corretti stili di vita! Grecia, Spagna e tutti gli altri hanno questa materia di insegnamento. Anche per lo sport non siamo messi meglio. In Grecia i ragazzi praticano a scuola 6 ore di sport settimanalmente, così come suggerito dalle indicazioni internazionali.

Non è un caso che l’Italia abbia il triste primato dei bambini più obesi d’Europa. E la pandemia di sovrappeso e obesità fin dalle elementari ci sta travolgendo: non sanno come mangiare e non si muovono. La corretta alimentazione ricca di fibre e verdure, ovvero la dieta mediterranea fondata su cereali integrali, carboidrati complessi, legumi, frutta secca, semi, niente farine raffinate 0 e 00, olio extravergine d’oliva, ridotto consumo di dolci e zuccheri, ridotto consumo di proteine animali (carne, latte, formaggi e derivati) dando la preferenza alla carne bianca magra e soprattutto al pesce azzurro pescato (limitare al massimo la carne rosse ed evitare, come prescrive anche lo stesso Codice europeo anticancro, salumi ed insaccati), riduce del 30 per cento l’incidenza dei tumori. In Italia si ammalano di cancro circa mille persone al giorno, ovvero circa 400 mila casi l’anno, il 3-4 per cento è under 40 anni, circa 10 mila giovani l’anno; il 30 per cento in meno significa 300 diagnosi in meno al giorno e 120 mila casi in meno di tumori all’anno in Italia. Questi dati devono far riflettere. Soltanto grazie alla dieta, e per dieta, ovvero modi di alimentarsi, mi riferisco alla dieta mediterranea, si possono prevenire ben il 30 per cento dei tumori, una percentuale che sale fino al 45 per cento se oltre all’alimentazione teniamo conto anche dello stile di vita relativo all’imperativo categorico di non fumare e al non bere alcolici o comunque limitare al massimo il consumo di alcol”.

A SEGUIRE LA SECONDA PARTE DELL’INTERVISTA!

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Nutrizione in musica!

 

Nutrizione in musica!

L’AVIS Bibione sceglie come testimonial la biologa nutrizionista Marta Ciani e il progetto StareSani che avranno a disposizione uno stand pro alimentazione sana, naturale e genuina in piazza Fontana a Bibione giovedì 19 luglio in occasione del “Miani The Concert”, grande evento che unisce salute, musica, sensibilizzazione al dono del sangue, questione centrale proprio nel periodo estivo, insieme alla corretta alimentazione.

Grazie al presidente AVIS, Ervinio Drigo, la biologa nutrizionista promuoverà a partire dalle ore 17 l’iniziativa gratuita sulla consapevolezza alimentare, la Dieta Mediterranea, la nutrigenetica e le intolleranze e sensibilità alimentari. “Un’occasione speciale – commentano Ciani e la responsabile del progetto StareSani, la giornalista Irene Giurovich – che consente di proiettarci anche verso il Veneto, aprendo nuove piste di collaborazione proprio tramite l’Associazione volontari sangue”. Sono attese il 19 luglio circa 5 mila persone, pertanto “a 5 mila persone daremo l’opportunità di ricevere gratuitamente consigli e fornire raccomandazioni sullo stile di vita, oltre che firmare la campagna contro il cibo spazzatura che fa ammalare e rappresenta un vero allarme sociale dai costi sanitari notevoli”.

Bibione diventerà avamposto dell’Alimentazione genuina, naturale e non artefatta dai processi chimici per qualche ora prima che le luci si accendano su uno degli eventi estivi più cool: il concerto del cantante friulano Giovanni Miani da sempre supporter delle iniziative pro sana nutrizione e per questo spesso presente anche agli appuntamenti organizzati da Marta Ciani in Friuli. Moltissimi saranno i special guest che si alterneranno sul palco in piazza Fontana, uno di questi è il Dj Nicky M, con performance ad effetti speciali che faranno da sfondo ai brani diventati un must del repertorio di Miani.

Musica impegnata per il sociale: la musica sposa la campagna per la donazione di sangue e per la promozione del cibo genuino, di qualità, sano, italiano, con ingredienti certificati.

Nutrizione in musica! “Stiamo progettando – anticipa la biologa nutrizionista Marta Ciani – anche educational specifici rivolti agli allievi delle scuole di Bibione e del Veneto in modo da diffondere, non solo a Udine come da tempo sto facendo, il messaggio contro il cibo industriale, il cibo pronto, pieno di grassi saturi, zuccheri, conservanti, additivi etc, il junk-food, ovvero cibo spazzatura, che intossica ed è all’origine delle patologie cronico-degenerative, dal diabete agli eventi cardiovascolari, dai tumori alle malattie autoimmuni”.

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Nutrizione al Parco

 

Grande successo per la prima edizione di Nutrizione al Parco!

Oltre 50 test impedenziometrici gratuiti effettuati dalla biologa nutrizionista Marta Ciani affiancata dal tirocinante Daniele Gabrovec

Salute, Fitness e Cibo Sano al centro della Giornata Alimentare nel verde a Udine, nel parco del Cormor dove si è svolta la maratona della nutrizione con visite e test gratuiti, consigli personalizzati, sessioni gratuite di fitness con istruttori certificati WTA. Dopo la ginnastica anche l’Aperitivo Sano con estratti di frutta e verdura bio preparati da Juice Tonic di Alberto Cossettini e con assaggi di piatti creati per l’occasione dallo chef Alessandro Carli by Carli’s. L’evento ha rappresentato l’occasione per lanciare un grido di allarme contro le diete improvvisate, fai da te, o dalle pericolosissime diete iperproteiche e contrarie ai caposaldi della Dieta Mediterranea. L’allarme è massimo per sovrappeso e obesità che comportano l’insorgenza delle malattie cronico-degenerative: dal diabete alla sindrome metabolica, dalle patologie cardiovascolari ai tumori.

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Guerriere per la Vita!

Guerriere per la Vita!

Da Udine a New York per partecipare alla maratona del 4 novembre!

Il primo obiettivo del gruppo “Guerriere per la Vita”, fondato dalla biologa nutrizionista di Udine Marta Ciani, ha trovato sponda nel WTA, Functional Training Academy, e nella GemonAtletica con il direttore professor Ivo Londero, specialista di postura e protocolli di recupero: gli istruttori certificati si mettono a disposizione per allenare gratuitamente coloro che vogliono correre a New York e, in generale, coloro che intendono anche con lo sport sconfiggere il cancro e mantenersi in salute. “Guerriere per la Vita” raggruppa soprattutto le donne che hanno lottato contro il cancro o stanno lottando ed è aperto anche a coloro che vogliono appoggiare l’iniziativa benefica patrocinata dalla LILT sezione di Udine con il Presidente Giorgio Arpino che sta diffondendo a livello nazionale l’iniziativa.

Indipendentemente dall’obiettivo New York, comunque, il gruppo a vocazione sportiva intende partecipare alle varie maratone che si svolgono in Friuli Venezia Giulia e in Italia, a dimostrazione che lo sport aiuta ad ostacolare il cancro.

Chi entra nella squadra “Guerriere per la Vita” potrà beneficare di training gratuiti grazie ai tecnici e agli istruttori del WTA che dal Friuli a tutt’Italia si sono resi disponibili a seguire le donne in corsa. “Le partecipanti prenderanno parte a iniziative a carattere sportivo, gare non competitive, per promuovere con la loro presenza l’importanza della prevenzione e per lanciare un messaggio di fiducia e speranza ad altre donne nella stessa condizione”, rende noto l’istruttrice del WTA Evgenia Babrovskaia.

Sulla genesi dell’idea la biologa nutrizionista Marta Ciani è esplicita: “Ho iniziato a correre per contrastare il mio tumore, e continuo a farlo tutti i giorni ottenendo migioramenti. Ho pensato quindi di estendere questa opportunità a tutte le donne che sanno cosa significhi convivere con un cancro”.

La WTA porta avanti questo progetto sociale anche in collaborazione con diverse figure del mondo medico-sportivo che si impegneranno in un obiettivo comune: sconfiggere il cancro.

(per aderire al progetto Guerriere per la Vita,

contattare l’istruttrice certificata Evgenia Babrovskaia:wtafunctionaltraining@gmail.com

o la dottoressa Marta Ciani all’indirizzoinfo@martacianinutrizionista.it)

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NUTRIZEN, CIBO PER L’ANIMA

NutriZen, cibo per l’anima. Corpo e Spirito sono un’unità inscindibile, ecco perché se si mangia male anche l’anima ne risente. Esiste un’alimentazione che cura e supporta anche la nostra interiorità.

A parlare del nutrimento ‘zen’, secondo un’accezione spirituale, saranno la biologa nutrizionista Marta Ciani e la giornalista scientifica Irene Giurovich. L’appuntamento, ad ingresso libero e gratuito, è fissato a Udine giovedì 31 maggio alla Libreria Perlanima (via Pordenone, 58), ore 20, con la conferenza dal titolo: “NutriZen: il cibo che cura lo Spirito”.

La nostra società è tossica ed obesogenica: si mangia male e troppo. Si perde il senso del nutrirsi e per questo le malattie sono in crescita esponenziale. Si mangia in modo automatico, senza attenzione, sollecitati dalla pubblicità o per sanare emozioni negative, come se il cibo fosse una valvola di sfogo per anestetizzare, senza successo, rabbia, stress, ansie, delusioni, disistima e frustrazioni della nostra esistenza. Si mangia cibo consolatorio, il cosiddetto junk food, che crea dipendenza biochimica, esponendoci ad ulteriori patologie. Non a caso, com’è stato ampiamente dimostrato nell’ambito delle neuroscienze comportamentali, del nutrizionismo e della psicologia, i cibi ricchi di grassi, sale e zucchero che alterano la chimica del cervello stimolando il rilascio di dopamina associata alla sensazione di piacere. Quindi il corpo ci chiederà sempre più cibo ipercalorico e non salutare.

NutriZen, cibo per l’anima. Il mangiare senza attenzione, e quindi anti-Zen, ci porta ad accumulare chili in più e a sviluppare malattie correlate ad un’alimentazione errata, facendo pagare lo scotto anche alla salute del pianeta.

Durante la conferenza NutriZen si affronteranno anche i vantaggi di praticare il vivere e il nutrirsi in consapevolezza, elemento che fornisce la sensazione di essere più centrati, più gioiosi, più in pace con se stessi e quindi protetti dai rischi di usare il cibo come parafulmine o tappo di sentimenti da reprimere.

Dobbiamo sapere che cosa stiamo mangiando, e prima ancora che cosa scegliamo nel supermercato, da dove arriva il nostro cibo e che influenza esercita su di noi. Si parlerà anche di strategia alimentare nota come “NMP”, acronimo ‘nel momento presente’ che punta a renderci consapevoli sia di che cosa si mangia sia come lo si mangia.

NutriZen, impostazione che rientra nel ‘metodo Marta Ciani’, è un modo di nutrire il nostro corpo e la nostra mente. E’ uno strumento per aiutarci a raggiungere un peso più sano e anche ad apprezzare la relazione fra il cibo che abbiamo in tavola, la nostra salute e quella del Pianeta. E’ un modo per far crescere in noi la compassione per tutti gli esseri viventi e riempire di reverenza per la vita ogni boccone.

NutriZen rende possibile lavorare in un’ottica olistica e trasversale – dichiara la biologa nutrizionista Marta Ciani – agendo sul piano fisico, psico-emotivo e spirituale-energetico. Quando una persona inizia a prendersi cura del proprio corpo in modo ‘zen’ e responsabile, prestando attenzione allo stile di vita (cibo, sport) arriva molto spesso ad un un momento in cui avverte l’esigenza di intraprendere anche un cammino interiore; allo stesso modo prendere coscienza di sé e della propria essenza induce in molti casi ad una maggiore motivazione per migliorare il proprio stile di vita, diventando più consapevole delle proprie scelte, anche quelle apparentemente semplici e ripetitive che coinvolgono la quotidianità”. Venite a scoprire NutriZen, il cibo per l’anima!

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FINO ALL’OSSO

UDINE – SOS DISTURBI ALIMENTARI. Un incontro per affrontare la problematica dei disturbi alimentari sotto l’aspetto psichiatrico, nutrizionale e psicologico. Scendono in campo tre esperti: il Direttore della Clinica Psichiatrica dell’Azienda unica ospedaliero-universitaria Matteo Balestrieri, docente all’Università di Udine, la biologa nutrizionista Marta Ciani e la psicologa Annalisa Poiana Mosolo.

L’appuntamento organizzato dagli studenti di Medicina è fissato a Udine per il 23 maggio alle ore 1930 nella sala Comelli, in viale Volontari della Libertà (sotto la Chiesa di San Marco).

L’occasione per riflettere sarà la proiezione del film “To the Bone”, fino all’osso che racconto il dramma di una ragazza anoressica.

Nella società odierna la vera epidemia riguarda però il sovrappeso e l’obesità a cui sono correlate tutte le patologie in aumento: dal diabete agli eventi cardiovascolari, dai tumori alle malattie degenerative.

Ogni cambiamento esteriore richiede un cambiamento interiore, ricordano i professionisti in campo. Si deve ascoltare il proprio corpo, prestare attenzione alle sue richieste, non sottoporlo a privazioni che fanno ammalare e neppure caricarlo con cibo consolatorio e cibo spazzatura che ci espone a rischi enormi. Il binomio corpo e spirito, come confermato dalle neuroscienze, è imprescindibile. Stare bene con sé, vuol dire stare bene nel proprio corpo.

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Usare la testa!

 

Usare la testa!

Per che cosa? Vi starete domandando… e la risposta è chiara: per vivere più felici grazie al pensiero positivo. Quando si pensa in positivo, infatti, si rilasciano gli ormoni della felicità, e ciò ritempra le cellule cerebrali. Se impariamo ad improntare il nostro stile di vita a questo atteggiamento potremo mantenerci sempre giovani ed evitare le malattie del benessere.

Come scrive il medico giapponese Shigeo Haruyama, nel testo La rivoluzione della salute, “malgrado le tecniche terapeutiche facciano costanti progressi, non siamo ancora in grado di venire a capo di queste malattie. In realtà non c’è da stupirsene, poiché dall’approccio sintomatico tradizionale non ci si possono aspettare grandi risultati…; uno dei motivi è che queste patologie sono dovute per l’80-90% allo stress, cioè a problemi psichici. La medicina occidentale ufficiale, però, si concentra esclusivamente sulle parti del corpo malate e sui sintomi, tralasciando la psiche”.

I progressi nella fisiologia del cervello e nella neurobiologia ci hanno messo in condizione di poter fornire una spiegazione biochimica di gran parte delle alterazioni psichiche. E’ emerso quindi che uno stile di vita che prevede un rilascio abbondante di ormoni della felicità fa bene alla salute.

“Nella mia professione di medico ho notato, parlando con persone centenarie, che la loro alimentazione e il loro stile di vita è il seguente: mangiano solo fino a riempire lo stomaco per l’80%, la loro dieta è fondata soprattutto su verdure”. Inoltre, si deve impedire la calcificazione dei vasi sanguigni. Come? Grazie al movimento: muovendosi è possibile mantenere quasi del tutto i muscoli sviluppati in gioventù e la circolazione si conserva buona. Per vivere a lungo però dobbiamo tenere il cervello sempre in uno stato di attivazione. Ciò significa anche pensare positivo! Gli anziani di tutto il mondo, scrive il medico giapponese,  hanno una caratteristica in comune, ovvero non si preoccupano. In chi lo sa mettere in atto funziona anche la produzione di ormoni della felicità. Basta stimolare la secrezione di ormoni della felicità, senza bisogno di rompersi la testa con cose difficili. Il parametro ci viene fornito dalle onde alfa del cervello: il sistema migliore per raggiungere uno stato alfa è immaginare cose che ci mettono di buonumore o che ci colmano di gioia.

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NUTRIZIONISTA IN FARMACIA

 

Nutrizionista in Farmacia.

La nutrizione sbarca nelle farmacie di Udine. Le farmacie scelgono la biologa nutrizionista Marta Ciani per i programmi educazionali su alimentazione e genetica. Sta prendendo sempre più piede anche a Udine il progetto che vede le farmacie nel ruolo di Cittadelle della salute e della prevenzione grazie anche al contributo di professionisti. A decidere di puntare anche sull’alimentazione corretta e sul controllo del peso, per arginare l’epidemia di sovrappeso, obesità, diabete e malattie cardiovascolari in costante crescita, é la Farmacia del Sole, in via Martignacco 227, che lunedì 18 aprile offrirà ai cittadini le consulenze gratuite con la biologa nutrizionista Marta Ciani. Dalle 9 alle 13 l’esperta sarà a disposizione gratuitamente in farmacia per quei cittadini che vorranno approfondire i programmi e consigli nutrizionali personalizzati per migliorare lo stato di salute. La farmacia in Friuli si sta confermando sempre più accanto ai cittadini fornendo loro una variegata gamma di servizi: dalla prenotazione di esami e visite specialistiche alla dispensazione per conto delle strutture sanitarie dei farmaci a distribuzione diretta; dagli esami di autoanalisi, per controllare ad esempio colesterolo, glicemia e pressione all’elettrocardiogramma, in alcuni casi, grazie all’ausilio della Telemedicina e agli screening oncologici per alcune tipologie di tumore, come quello del colon retto.

Il secondo appuntamento con la nutrizione gratuita si terrà il 15 maggio nella farmacia Londero in viale Leonardo da Vinci, tutto il giorno, con test impedenziometrici gratuiti e consigli elargiti da Marta Ciani che dichiara: “Prendersi cura della propria salute é una scelta che dipende da noi. Volersi bene e curare il corpo e lo spirito con una modalità corretta e sana di Nutrirsi é indice di maturazione e consapevolezza. Non possiamo delegare a nessuno queste decisioni. Sapere però che dal modo di alimentarsi dipende il nostro restare in salute e la possibilità di prevenire e controllare la quasi totalità delle malattie del secolo é un dovere. Il 45 per cento di tutti i tumori, ad esempio, sono evitabili grazie alla dieta mediterranea e all’attività fisica”.

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